Fabio Macagnino – Sangu (Sveva edizioni)

Contagiosa visione di una terra che apre al mondo ed insieme alla speranza. Una sorta di ritorno alle origini per il performer italo tedesco che intasca una prova dal sapore d’altri tempi dove sudore e passione si fondono insieme per dare vita ad uno spettacolo unico e sentito. Sangu è un omaggio alle radici. Un album rigorosamente in dialetto calabrese dove un sound a tratti animalesco si fonde e confonde con una poesia che diventa ballata, senso di vita, abbraccio costante con il nostro stare e il nostro partire. Si racconta la Locride nel disco di Fabio Macagnino. Si coinvolgono numerosi altri artisti per dare internazionalità ad una musica popolare, farla uscire dai confini di questo tempo, farla viaggiare verso mete lontane. Ciò che ne esce è un disco ben suonato e soppesato, un inno a ciò che verrà, nel tentativo unico di dare forma e sostanza al nostro passato.


Roncea – Acrobazie (Dischi sotteranei)

Acrobazie

Esistenzialismo catastrofico impresso in un minimalismo atmosferico che attanaglia stati d’animo e costrizioni a creare un universo decostruito e pregno di bellezza nascosta negli angoli più remoti di una foto in bianco e nero. Secondo disco in italiano per Roncea, album costruito su più livelli di intenzioni ed emozioni a chiudere, con un respiro, il tempo che ci troveremo ad affrontare da qui all’eternità. Un album fatto di sudore e colate di lacrime perdute a ripercorrere vulcani inespressi, vulcani mai pienamente in eruzione, ma splendidamente affascinanti e unici. Roncea costruisce una sorta di testamento, un migrare vicino all’essenza di ogni cosa e questo è il motivo per cui ogni elemento dell’intera produzione riesce ad essere momento unico e irripetibile. Una camera oscura da cui far uscire meraviglie. Grazie per tutto questo.


Virgo – La ginestra (Resisto)

La Ginestra” l'EP d'esordio della cantautrice Virgo – MEI – Meeting degli  Indipendenti

Raffinata eleganze ad espandersi all’interno di stanze scarsamente illuminate dove rare e fioche luci si insinuano per contemplare apparenti bisogni di appartenenza, apparenti bisogni di sovrapposizione tra corpo e anima in un battito costante, ma unico. Il disco di Virgo, all’anagrafe Vittoria Polacci, racchiude l’essenza di un minimalismo concentrico che trova nel jazz sporcato dal pop il suo punto principale di contatto con un’interiorità che si fa purezza. Un disco coraggioso che viaggi in un universo parallelo dove la bellezza è punto necessario per costruire architetture che guardano al futuro. Sono cinque pezzi di un puzzle che crescono e si lasciano abbandonare nel quieto migrare di un nuovo tempo. Da angoli segreti a Ninna nanna per la vita tutta, la nostra cantautrice confeziona una prova di elevato spessore.


Sabù Alaimo – Star della provincia (Carioca Records)

Sabù Alaimo - Star della provincia -

Cantautore desertico che ha il sapore del fuoriclasse d’altri tempi concentrando il profumo e il sapore del presente, della quotidianità, con un qualcosa che rimanda ad un passato che non esiste più. Il disco di Salvatore Alaimo, in arte Sabù Alaimo, musicista siciliano, è una prova d’autore davvero meditata e rarefatta, una prova dove tutti gli elementi sembrano entrare di diritto all’interno di un mondo fatto di piccoli gesti quotidiani, di esperienze e di vissuti che guardano al cuore e cercano di comprendere il perché del nostro esistere. Pezzi simbolo come la stessa title track, Cattiva strada, Sconosciuti, Diciott’anni, E’ Palermo che ti piace nel finale, racchiudono una passione vorace verso un universo in evoluzione e fatto da strati di polvere, fatto di gente, di legami e di persone. Un album che non cerca la perfezione, ma che riesce a trovare nelle cose della vita un punto di contatto necessario.


Giooge & Il mondo alla rovescia

Mamà - Giooge | ShazamCantautorato soppesato al millimetro capace di condensare attimi e momenti vissuti attraverso una musica sostanziale che incontra sperimentazioni e ambizioni che non si accontentano, ma cercano di provare a trovare, nel profondo, uno specchio di anima da dove poter partire per incanalare un senso, incanalare una strada, una via da seguire. Le elucubrazioni che ho il piacere di ascoltare sono frutto di un lavoro iniziato quasi dieci anni fa dal cantautore Giovanni Cretì, ambizioso progetto questo, Giooge accompagnato talvolta da fedeli musicisti ad allargare vedute e spazi in una sorta di mondo alla rovescia che chiede di essere ascoltato. Quattro lavori su supporto fisico e uno appena uscito in digitale che riescono a dare un quadro omogeneo del musicista brindisino. Un polistrumentista, il nostro che instancabile riesce a creare una sorta di quadro astratto ben posizionato nella realtà. Gli arrangiamenti, partendo dalla prima prova Nine years si fanno via via sempre più complessi, abbracciando l’idea di progetto compiuto Felici e fetenti | gioogeattraverso un uso sempre più importante di una sezione ritmica ben presente e capace di assimilare i pensieri del nostro in un vortice senza fine. Il già citato Nine years, La bellezza ci salverà, l’ironia celata in Felici e fetenti, la pienezza di Strade sono e compongono parti di un puzzle complesso e sincero dove elementi sovrapposti diventano portanti per comprendere una poetica che cresce ascolto su ascolto. Canzoni prese dai vari lavoriGIOOGE & IL MONDO ALLA ROVESCIA – Strade - Radiocoop come Danza ancora, Neve d’Autunno, Quante ore, La guerra dentro, Non ho paura, Perduto il tempo, Amandoci, I bambini di Afrin, Astrea, Strade, Sorriderò sono piccole perle lasciate a sedimentare per completare qualcosa di interiore di indiscusso valore. Il lavoro di Giooge colpisce già nella forma acerba dei primi dischi per completarsi e rinnovarsi successivamente nello sviluppo interiore, nell’inseguire un sogno, nel raccontare, in modo introspettivo, l’attimo, l’amore, quel soffio di vento che non tornerà più.

Per conoscere e approfondire:

http://www.giooge.com/

Petrina – L’età del disordine (Alter Erebus)

Petrina – L’Età Del Disordine

Discone totalmente in italiano per Petrina qui alle prese con il quinto album in studio dopo una carriera ventennale fatta di musica e performance concettuali a segnare, in modo indelebile, un punto fermo, necessario, nella musica alternativa italiana. Polistrumentista da sempre, capace di mescolare generi su generi in un concentrato soffuso e atmosferico fatto di musica di altissima qualità, la nostra cantautrice, riesce anche in questa prova, ad evidenziare una sorta di traguardo nel creare parole capaci di arrivare dirette, senza intermediari, sincere; a delineare ambienti mutevoli e cangianti, a rafforzare, sempre più, quell’idea di una musica costruita grazie alle mani di un abile artigiano, lontano dagli stereotipi moderni e vicino alle sensazioni più vere che portiamo nel nostro cuore. Sono undici pezzi che estrapolano dal cilindro dell’anima un caos interiore che cerca una via da seguire interpretando la quotidianità con uno stile del tutto personale. L’età del disordine è poesia in jazz che nella via del cantato in italiano trova la sua forma più naturale e più incisiva.


Vitrone – Salvami (Autoproduzione)

Salvami - Single by Gennaro Vitrone | Spotify

Impressioni in bianco e nero che percorrono un sentiero sicuro dove elementi imprescindibili con la vita del cantautore si sposano ad arte tentando di ricomporre pezzi lasciati al vento, elementi compositi che via via cercano un luogo sicuro dove poter approdare. Il nuovo di Gennaro Vitrone è un condensato di esperienze messe al servizio della musica. Un piccolo EP formato da quattro brani che si interrogano in qualche modo sul destino, su ciò che sarà. Una manciata di pezzi che cercano di ricucire i rapporti interpersonali in un saliscendi emozionale che sfiora l’ascoltatore in Voce senza corpo per poi entrare in pieno con la title track, Narciso e Vanesio e nel finale lasciare spazio all’introspezione con Solo se ci credi. Salvami è un piccolo dischetto dal grande contenuto. Una poesia urbana che non cerca le mezze misure, ma costruisce ponti necessari per dare un senso al mondo intorno.


Riccardo Buck – Inward crawl (Pipapop)

Riccardo Buck: "Dipingo piante e canzoni" | Intervista

Fare musica di valore con poco. Quella che piace al sottoscritto. La musica che non cerca canali altri per arrivare, ma profondamente colpisce al cuore per sincerità e carica esplosiva nel comunicare una posizione, un’estetica, un vivere. Un multitraccia a cassetta, una manciata di brani, sette e una predisposizione per il cantautorato a bassa fedeltà che pervade l’intera produzione a rincorrere mostri sacri come Nick Drake, Elliot Smith o altri meritevoli d’attenzione come The tallest man on earth il tutto condito da una forte dose di capacità espressiva racchiusa all’interno di brani si scarni, ma contemporaneamente pieni di colore. Riccardo Buck è un pittore dell’anima, uno che riesce veramente con poco a raccontarti un mondo intero. Questo disco d’esordio ne è la prova. Sette canzoni che brillano di luce propria e cercano, nella vastità del mondo musicale, di ritagliarsi un posto d’onore tra le cose più semplici e sincere degli ultimi tempi.


Misentotale – Le mille sfumature che non ho (Lilith label)

MISENTOTALE EP, LE MILLE SFUMATURE CHE NON HO – 30 SETTEMBRE 2022 | EFFE  RADIO

Atmosfere rilassate abbracciano chitarre sussurrate che intrappolano momenti all’interno di stanze poco arredate, all’interno di stanze dove seppellire cuori e lasciarli a decantare al trascorrere delle stagioni. Il disco di Misentotale, all’anagrafe Simone Meneghelli, Simone Cricenti, Gigi Marras è un album di parole che invadono l’etere di personalità e sostanza. Una personalità racchiusa e introspettiva che cerca una valvola di sfogo per fuggire, quasi, dalle occasioni della vita. Le mille sfumature che non ho è un EP di cinque canzoni che rappresentano un percorso durato quasi dieci anni. Un itinerario in salita che porta con sé numerosi concerti, anche per strada, dove la dimensione acustica prende il sopravvento e dove elementi in simbiosi si fondono per creare qualcosa che ha il sapore della magia. Le mille sfumature che non ho è un disco appeso al filo del ricordo, del momento che non esiste più. Un album fatto di sudore e nostalgia.


Cristina Nico – Cristina Nico (Orange home records/Lilith Label)

Cristina Nico - Cristina Nico - TomTomRock

Sperimentazioni sonore d’autore che riescono ad immergere l’ascoltatore all’interno di un mondo fatto di vissuti e quotidianità perpetuando un’idea di vita sentita che si respira di traccia in traccia. Il disco della cantautrice genovese Cristina Nico è suadente bisogno di raccontarsi senza peli sulla lingua. Un bisogno viscerale di parlare del nostro stare attraverso canzoni che non sono semplici sfoghi personali sul diario della vita, ma piuttosto rientrano, a tratti, in quell’immenso bisogno di sperimentare e di uscire dalla consuetudine per creare, in simbiosi con il proprio essere, un qualcosa di nuovo. Sono tredici pezzi che parlano di ricordi e realtà. Tredici canzoni che chiarificano una strada mantenendo un buon livello compositivo e di produzione generale. Da Double moon fino alla New Mexico version di The idiot not savant, la nostra riesce nell’intento di dare alla luce una personalissima visione di ciò che ci sfiora quotidianamente in un omogeneo racconto che ci tocca da vicino.