Laika nello spazio – Macerie (Overdub Recordings)

Macerie

Cuore pulsante acceso ad intessere sintonie targate novanta per un suono stratificato che lascia nel cantato parlato una forma decongestionante per il tempo che verrà. Il nuovo dei Laika nello spazio è tagliente bisogno, sintonia e caparbietà di intenti. Un desiderio chiaramente espresso di modificare il susseguirsi dei giorni per come li conosciamo cercando uno spiraglio, una via di luce per il domani. E’ un tentativo di condensare, all’interno di nove tracce, un senso claustrofobico di venire al mondo, un senso quasi naturale nel proseguire una pittura affacciata sulla vicissitudini della vita, una pittura verista che condanna in qualche modo l’essere umano per il suo individualismo. Macerie non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Un bisogno naturale di prelevare bellezza da ciò che ci rimane. Dalla title track fino a Condizione esistenziale i nostri riescono a ricavarsi, con il loro album, un posto, tra i migliori esponenti di genere grazie ad una solida impalcatura di base e grazie anche ad una poetica che rimane al servizio della realtà.


Zagara – Duat (Overdub Recordings)

DUAT

Rock psichedelico incorporato all’interno di un mondo metafisico che ricorda la potenza sonora di band come Verdena a rinchiudere in un contesto sonoro voci e sensazioni di un giorno nuovo che nasce. Un suono meticoloso e creato, circoscritto all’interno di un universo fatto di sostanza musicale che via via si apre a nuove ed esaltanti avventure. Duat, come dice la stesa band, è un concept che racchiude un parallelismo intrinseco tra tutto ciò che riguarda il mondo della psiche e delle emozioni dell’essere umano e l’aldilà egizio il tutto racchiuso in una scatola di rock concettuale edificato per far crescere nell’ascoltatore un senso di straniamento e nel contempo un bisogno di vicinanza con le cose che conosciamo e che ci troviamo ad affrontare giorno dopo giorno. Gli Zagara confezionano una prova davvero ben suonata e sentita, un disco che si discosta dalla consuetudine con classe e bisogno di raccontarsi, occupando di diritto un posto tra le produzioni migliori di questo periodo.


Squeamish factory – Plastic shadow glory (Overdub Recordings)

Squeamish Factory - Plastic Shadow Glory - TuttoRock Magazine

Super disco stoner capace di imbrigliare la bellezza di un tempo che non c’è più all’interno di un mondo usa e getta e intensificando visioni discostanti in un continuo vortice emozionale. Plastic shadow glory parte alla grande con una bellissima Humandrome e prosegue balzando a suon di martellate all’interno di un mondo raccontato che parla di malesseri e di sensazioni urgenti da costruire. Suspended, Burn, Keep silent, Conscription sono solo alcune delle materie vive che fanno brillare un disco fatto di melodia distorta, di grunge mescolato al rock per un risultato davvero esaltante. Gli Squeamish factory ci danno la possibilità di ascoltare tanta buona musica che si ispira ad un oltreoceano mai stato così vicino per un risultato finale in grado di amalgamare cantato e strumentale in una sorta di compendio di ciò che fu. Bravi.

ZEDR – Futuro Nostalgico (Overdub Recordings)

Futuro Nostalgico [Explicit] di Zedr su Amazon Music - Amazon.it

Pezzi di rock discostante che incontrano le sonorità degli anni novanta intrecciando elementi di contatto che si fanno racconto per questa società malata. Un modo per attingere dai fasti del tempo passato per ridare vita ad un genere alternative che non strizza l’occhio all’indie nostrano del momento, ma piuttosto trova una via di fuga nel tentativo quasi pop di colpire attraverso testi incisivi, semplici, ma reali. Il disco di ZEDR è un modo per guardare con nostalgia nel passato senza cadere nella tentazione di scegliere inevitabilmente questo o altri mondi trascorsi. Futuro nostalgico è piuttosto un sottolineare l’importanza di una strada in evoluzione con un occhio di riguardo ai parallelismi con un tempo che non c’è più, ma che continua ad avere un senso nel cuore dello stesso cantautore e non solo. Sette tracce che sono uno scavarsi dentro. A raccontare un passaggio, a delineare, con chiarezza un modo di vivere.


I maiali – Cvlto (OverDub Recordings)

recensione i maiali culto

Rumore, rumore e rumore solo rumore intensificato da ultrastrati infernali che riescono a penetrare la carne e nel contempo farla scoppiare, farla esplodere attraverso circostanze che trovano nell’oscurità che avanza un punto di contatto, un punto di non ritorno. I maiali alternano fasi che fanno pensare ad una grotta buia e pericolosa, una grotta da cui non si può uscire. Cvlto è una corsa devastante che incrocia Manson, Slipknot, NIN a riscoprire barlumi di coraggio in un’epoca omologata e mal custodita, un’epoca affidata al dio danaro e alla frivolezza dei popoli. I maiali martellano le coscienze, lo fanno seguendo una propria via. Non si sa se tutto questo può essere giusto o sbagliato, di sicuro i nostri rintracciano un sentiero poco battuto per comunicare un malessere generazionale attraverso elementi compositi che non sono mai banali, anzi, smuovono gli interni e questo basta.


Le pietre dei giganti – Abissi (Overdub Recordings)

album Abissi - Le Pietre Dei Giganti

Disco d’esordio per una band che sente la necessità di comunicare la propria strada, il proprio momento da seguire in simultanea con un racconto di poesia esistenziale che abbraccia la via più dura di uno stoner fatto di stoppate in ripetizione e granitici elementi di condivisione fatti per essere punto di partenza e mai d’arrivo. Psichedelia poi che si mescola valorizzando elementi contingenti di vapori ritrovando la strada verso casa e canalizzando un miscuglio eterogeneo di ambientazioni che ben si sposano con concetti elencati in pezzi come Vuoto, Greta, Mattine grigie a perpetuare ripassi targati ’90 in una contemporaneità che disorienta, consuma e ingoia. Abissi non si fa amare appieno al primo tentativo, ha bisogno di ulteriori ripassi per aprirsi e rendere l’ascolto interessante visione di questi giorni, interessante e viva percezione di un rock che sembra non conoscere età.


Cannibali commestibili – Cannibali commestibili (Overdub Recordings)

album Cannibali Commestibili - Cannibali Commestibili

Un viaggio metafisico ed essenziale che apre all’inquietudine sonora fatta di potenza incontrollata e sali scendi che verticalizzano il nostro io per andare a sbattere chissà dove. I Cannibali commestibili confezionano un dischetto davvero eccitante che partecipa ad un’elettricità di fondo che si insinua lentamente e corrosiva si espande attraverso i flutti di coscienza che pervadono la nostra oscurità, tutta l’oscurità che avanza. Il disco dei nostri non è soltanto un modo come un altro per rompere le finestre del cuore, ma piuttosto è una capacità disintegrante di sondare il terreno dopo aver compreso appieno i meccanismi di questo mondo malato. Pezzi come l’apertura affidata a Gordon Pym, piuttosto che Qualche corpo, L.A., Ingranaggio fragile sono solo alcuni degli esempi di un rock martellante suonato a tutto volume. Ciò che ne esce è un disco compatto, disorientante, a tratti angosciante. Un album carico di adrenalina per palati esigenti.


Fukjo – La musica, il mare e la deriva occidentale (OverDub Recordings)

album La Musica, il mare e la deriva occidentale - Fukjo

Sotto assedio a recuperare attimi di realtà sprofondando nelle vicissitudini di tutti i giorni e tentando di uscire allo scoperto, tentando di andare oltre l’etere contemporaneo attraverso movimenti melliflui che sondano l’atmosfera per dosare forze e speranze in un crocevia di impostazioni che rimandano di certo ad una scena alquanto contemporanea. Il nuovo dei Fukjo costringe l’ascoltatore a captare essenze rock di gioventù attraverso poesie in musica ristrette  e criptiche condensando agglomerati di questo vivere in un solo e unico istante. Irrimediabilmente i nostri ricordano i Verdena, destrutturati a dovere e impiegati a circondare le undici tracce proposte di una maturità coesa e senza fronzoli, una maturità che si perpetua di pezzo in pezzo. In queste canzoni c’è una rabbia nostalgica, a ricordare il grunge che non c’è più. Una rabbia che per la band pugliese è momento catartico ed essenziale per ritrovare dentro alla propria anima un gesto che li porterà sempre e comunque ad essere altamente e maledettamente reali.


KiwiBalboa – Natale in Argentina (OverDub Recordings)

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Sostanza materica che esplode attraverso contagi urbani di bisogni da accatastare al suolo, da accatastare per questa e altre meraviglie sussurrate e gridate, lanciate in aria e in estasi colpire, in estasi abbracciare una meraviglia sonora di incontri, di scontri, di sputi a terra e di esigenze in simultanea di creare qualcosa di nuovo. Ritornano i KiwiBalboa, ritornano con un disco compatto, accelerato, bisognoso di gridare al mondo una propria appartenenza, un proprio stato d’animo, mescolando alternative, mescolando rock di potenza con testi sempre costruiti per lasciare il segno. Un cantautorato aggressivo che non cerca le mezze misure, ma intercede grazie ad una maturità artistica davvero sorprendente. Pezzi come Magari No, Incendio, Ponte Garibaldi, la stessa title track lasciano il segno, percorrendo, con preponderanza notevole, costruzioni da primi della classe. Bravi.


 

Cleisure – Hydrogen Box (Overdub Recordings)

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Sound americano che recupera le visioni d’insieme per un’accelerata espressiva in cui i contrasti sono materia essenziale per comprendere posti e ambizioni fuori controllo, per comprendere risultati e sensazioni che si dipanano oltre le nebbie e il grigiore di ogni giorno. Hydrogen box parla un linguaggio del passato pur confondendosi con produzioni odierne. Riesce a chiarire costruzioni che si fanno tangibili e opposte in un contrasto di capacità nascosta nelle viscere e pronta ad esplodere quando meno te lo aspetti. I Cleisure corrono alla velocità della luce. Costruiscono e distruggono nello stesso tempo le certezze che abbiamo. Sanno amplificare a dovere soluzioni complesse e nel contempo accrescono un bisogno viscerale di passaggio dal garage al punk, dal rock ‘n’ roll a qualcosa di più raffinato e misterioso. Attenzione perché Hydrogen Box non è un disco così facile, le sorprese si annidano ad ogni squarcio di nostra realtà.