Pinhdar – A sparkle on the dark water (Fruits de Mer Records)

Pinhdar | Interview | New Album 'Parallel' - It's Psychedelic Baby Magazine

Trip hop ammaliante e unico in grado di percepire stratificazioni ad ogni latitudine e capace di dare un senso maggiore al vuoto cosmico che gira intorno. Il nuovo lavoro dei Pinhdar è una visione multisettoriale di eleganza racchiusa all’interno di tracce che abbandonano il minimalismo del primo lavoro per costruire architetture degne di essere comprese attraverso un ascolto che si fa punto essenziale e a tratti discostante di oniriche immagini psichedeliche che ci accompagnano in un mondo fatto di costrutti essenziali e pronti a stupire. Sono dieci tracce da In the woods fino a At the gates of dawn, passando per Cold river, il singolone Humans, Abysses, in un vortice emozionale che racchiude Radiohead, Portishead, Massive Attack, gli Archive per un suono colmo di rimandi agli anni novanta e ad un bisogno sempre vivo di creare un qualcosa da ricordare. A sparkle on the dark water suona complesso e immediato, un disco davvero interessante e forse unico nel panorama italiano.


Duocane – rAmen (Autoproduzione)

Duocane - rAmen 2024

Un disco sull’abbandono e sul ritrovarsi, una potenza sonora deflagrante e non troppo attaccata alle mode che produce interiorizzazione in grado di oltrepassare le frontiere anche se il cantato resta in italiano. Una prosa in musica decisamente coinvolgente e diretta, senza fronzoli che vede il duo pugliese preparato nell’impresa di creare sostanziali stati di euforia cosmica accelerata e senza freni. rAmen è un album composito che non tradisce le aspettative e affronta la realtà con uno stile del tutto personale, concentrico e vivo. Un insieme di pezzi che cerca di dare significato al mondo intorno partendo dai vissuti della quotidianità e concentrando l’attenzione nei confronti del singolo istante. Poi si pensa, D.o.c., Rosiko!, Acinino, La luna giù per il camino, sono esempi mai lineari di una forma canzone che trova, nel darsi, una valvola di sfogo e nel contempo un punto di incontro essenziale con ciò che sarà.


Roxenne – Pyroxene (Autoproduzione)

Pyroxene - Roxenne - recensione

Suono avveniristico e coinvolgente per l’esordio della polistrumentista parmigiana Rebecca Magri che per l’occasione sfodera dal cilindro delle magie, prodezze raffinate che ammiccano ad un suono d’oltreoceano da Julee Cruise, Chromatics passando per Lana Del Rey fino ad approdare a territori nostrani interfacciando l’esperienza con le suadenti visioni di band come Amycanbe mescolati ad una sorta di psichedelia concentrica alla Motorpsycho. Il tutto si muove tra cantato in italiano e in inglese. Non ci sono confini, solo barriere da abbattere e questo viaggio stellare racchiude una bellezza che si diffonde e diventa meraviglia. Una profondità raccolta e inedita che strizza l’occhio ai ’90 innescando nell’ascoltatore un senso di continuo fluttuare etereo e sognante, elettrizzante e lisergico. Pyroxene è una miccia pronta per essere accesa. Un raffinato quadro pop che trova nell’elettronica alternative un punto di svolta necessario e sincero.


Silvia Conti – Ho un piano B (Radici music Records)

SILVIA CONTI - Ho Un Piano B

Ispirate visioni rock costruiscono un incedere sontuoso all’interno di scatole che hanno la parvenza di stanze intrappolate nel tempo e portate alla luce grazie ad una vigorosa e sostanziale preponderanza di energia mescolata alla poesia, un bisogno sempre vivo di volere veicolare il proprio stare. Il nuovo disco di Silvia Conti concentra la forma canzone d’autore e all’interno sedimenta costruzioni viscerali da cui partire per comunicare e raccontare di questo e altri tempi. Non a caso numerose sono le citazioni presenti nell’album. Già la copertina profuma di tempo perduto. Si cita Patti Smith e il suo capolavoro Horses a ridare valore e significato al calderone musicale dei tempi attuali. Ho un piano B, nonostante la parentesi prettamente rockeggiante è un album ricco di sfumature e personalità. Particolarità dipinte sul filo sottile dell’esistenza e storie messe in scena nei racconti di tutti i giorni a ristabilire un inconfondibile bisogno di valorizzare l’esistenza.


ZERO.55 – L’aria che tira (Radici music Records)

ZERO.55 - L'aria Che Tira

Sperimentazione sonora che attinge bolle d’ossigeno dal passato per inoltrare interferenze cosmiche nella musica dei nostri giorni attraverso un sound veloce e snocciolato a dovere in grado di costruire metafore e facendo interagire sensazioni introspettive in una post wave e in un post punk che scardinano l’inutilità delle canzoni usa e getta mettendo basi solide per le costruzioni a venire. Un progetto, quello degli ZERO.55, partito molti anni fa e vivo grazie ad un’intesa e un bisogno sempre nuovo di poter consegnare a chi ascolta pezzi di vita inglobati all’interno di una sorta di diario da dove poter ammirare nuove albe e futuri migliori. Cinque canzoni tra cui il singolo Chi sono io e la bellissima Un giorno dopo l’altro di Tenco rivisitata per l’occasione e carica di appeal degno di nota. L’aria che tira è un album omogeneo, una sferzata rock nel grigiore invernale, un disco che diventa naturale prosecuzione di un cammino fatto di fatica e soddisfazioni.


Enrico Lombardi – niente paura, il fuoco (Kutmusic)

niente paura, il fuoco

Discone di protesta tra rock e canzone d’autore che trova, nel movimento metabolizzato e interiore dell’alternative targato novanta e primi duemila, un punto di sfogo e di contatto intriso di veridicità ed esigenza di comunicare. Il disco di Enrico Lombardi si affaccia alla contemporaneità pur non disdegnando il passato, ricordando i pezzoni di Giorgio Canali e le incursioni d’esordio di band come Ministri o Il teatro degli Orrori. Incazzato quanto basta il nostro riesce nell’intento di consegnarci una prova lontana dalle mode e che riesce a far intravedere una propria personalità nell’urgenza fisica di comunicare. Un diamante allo stato grezzo che suona spontaneo e diretto. Una costruzione di architetture perenni che comunicano un malessere esistenziale e che sono parte unica di un tutto da scoprire canzone dopo canzone. Da Scintilla n.1 fino ad Abc di un sorriso, Niente paura, il fuoco è un album pregno di lirismo e di energia incanalata, un disco che conosce la direzione da seguire.


Mengo T – Cartoline (Trulletto Records)

Rap psichedelico a profusione che riempie questo vinile di racconti metropolitani e di esistenze al limite del confine a narrare di giungle interiori e sostanza da conquistare giorno dopo giorno. Il disco di Mengo T, direttamente dalla Puglia, suona sporco e ricco di rimandi ad un ambiente che desidera divenire contaminazione incontrollata per i giorni a venire. Sono quattro tracce racchiuse in un prezioso formato ad incapsulare la materia di verismo presente nei pezzi proposti. Si snocciolano emozioni già nella title track per poi proseguire con Buio omega, Come Jesse e Desert storm in una sorta di musica che non sente il bisogno di ritrovare la luce, ma ritrova nell’allucinazione ridondante la propria strada verso casa. Ecco allora che i tasselli magmatici diventano impattanti perché si parla la lingua delle abitudini, del sentire comune. Cartoline è un viaggio sonoro che crea dipendenza.


DeaR – DeaR Tapes (Music Force)

DEAR TAPES

Triplo disco con materiale inedito, demo mandati a case discografiche senza risposta, elementi di congiunzione con il passato e il futuro, frammenti di vita, di ore spese a recuperare un’introspezione uscita pian piano ed esplosa solo ora, esplosa nel momento forse migliore. L’album mastodontico di DeaR, all’anagrafe Davide Riccio, è un disco complementare ad implementare la produzione del nostro che qui, in queste pagine virtuali, ha trovato posto per tre volte negli anni passati e che adesso, con questa nuova fatica, stupisce per bisogno intrinseco di mettersi in gioco, di sfidare per certi versi il mainstream consegnandoci una prova che profuma di percorso capace di non esaurirsi mai. Dalle cassette al digitale, un passaggio epocale in grado di salvare pezzi di un passato che vive ancora per un disco intriso di avanguardia e bisogno, già all’epoca, di segnare un confine, un territorio del tutto personale da cui partire. Intuizioni quindi erranti e brillanti sulla strada del domani.


Calmo – Pezze di me (Edizioni FUMO)

Pezze di me

Ep che si snocciola a dovere attraversando le interconnessioni neuronali che si fanno elementi portanti per creare e dare un senso reale alla vita circostante, al nostro bisogno di appartenenza nelle difficoltà della realtà. Il disco di Calmo ha qualcosa da dire. Lo si può sentire già nella traccia d’apertura, Come ti pare, ad incontrare la quotidianità, a smembrare l’inutilità di questo tempo per tentare di comunicare un’idea sempre viva e reale, una costate idealizzazione interiore che diventa motore principale e unico nel creare un punto di non ritorno, un cammino in salita che profuma di libertà. Se tra gli spiriti affini troviamo nomi del calibro di Willy Peyote e di Dargen D’Amico il nostro mantiene una certa personalità di fondo che si può ascoltare nel singolo Tuorli o nella finale Mostro a ricucire il tempo perduto, a costruire un senso nuovo di presenza,  cercando, nel mare delle produzioni odierne, un nuovo cammino da conquistare.


Spectrvm – Teschio del mondo (Terzo millennio Records)

Prog sostanziale fuori da ogni schema che incontra radici capaci di attraversare il tempo e perpetuare nell’etere significati di bellezza che diventano ricerca per il nuovo che verrà. Il disco degli Spectrvm è una commistione di intenti e meraviglie in continuo mutamento, ricche di sfumature e tanto pregevoli nel controllare latitudini sonore che abbandonano le nebbie della realtà per trasportarci in un mondo fatto di psichedelia e concentrazione atomica di massa misteriosa e incandescente. Un album dove tutto sembra essere al proprio posto e nel contempo, questo tutto, diviene punto essenziale per trovare nuovi percorsi e sentieri da costruire. Teschio del mondo è un recuperare ciò che è stato, ciò che è stato abbandonato, all’interno di un disco costruito attorno ad otto momenti concentrici che si fanno viaggio esistenziale per comprendere la quotidianità che ci circonda. Tornano gli Spectrvm, dopo lunghi decenni, ritornano con un insieme di pezzi che colorano di energia vitale le pagine di questo esistere.