Requiem for Paola P. – Ho vissuto confusione (Imbecillity Kills)

Ho Vissuto Confusione

Urgenza sonora che prende il sopravvento per consegnarci una prova fatta di angolature smussate e di sostanza che si percepisce già dalle prime note proposte. Ritornano dopo sei anni i Requiem for Paola P. attraversando con coraggio e determinazione il mare discostante delle produzioni odierne grazie ad un disco che sa di freschezza, immediatezza e meraviglia da cogliere nelle costruzioni artistiche proposte. Sono otto tracce che affondano radici nel punk e nel rock alternativo. Una sorta di incrocio tra Giorgio Canali, Il buio e i Diaframma alle prese con una ardimentosa discesa negli inferi della nostra anima. Si parte con Lacrimoni e si finisce con Il giorno di festa, nel mezzo le visioni di un’esistenza al limite che non smette di denunciare e gridare il proprio stato di appartenenza. Ho vissuto confusione è un album che parla del nostro tempo. Un album che parla al cuore di chi ascolta con un’innata fame d’aria e una resistenza tenace agli incubi del domani.

Teddy Daniels – The prisoner (Autoproduzione)

The Prisoner" MP3 donwload - Teddy Daniels

Sonorità scarne e potenti ad implementare l’etere di passaggi targati novanta e condensati per l’occasione all’interno di una musica priva di barriere che si sposa in modo del tutto casuale e unico con uno stare che possiamo sentire e percepire ascolto su ascolto. Il gusto per il grunge autentico e per l’anarchia punk vengono a galla grazie ad un disco immediato e contagiosamente garage a perdurare nello stile e nella forma, nel tentativo di essere reali oltre ogni moda imposta. The prisoner attacca a bomba senza chiedersi troppo. E’ discostante e altalenante. I chiaro scuri esistenziali spiccano e attraversano decenni di sonorità immagazzinate. Sonorità qui riproposte ad alto voltaggio per un gruppo che fa dell’urgenza musicale il punto più alto di un’elevazione che abbraccia le migliori proposte dei tempi passati. Ecco allora che i Teddy Daniels sfoderano dal cilindro una prova Do it yourself che profuma di Melvins e di Nirvana, di Ramones e di Fugazi per un risultato, a tratti, davvero sbalorditivo.

LEON SETI – Grimoire (Autoproduzione)

LEON SETI - Grimoire testo lyric

Ricucire le ferite di un tempo passato attraverso una musica capace di condensare pop ed elettronica all’interno di vaporose costruzioni mentali perennemente in bilico tra passato e futuro, tra ciò che c’era e ciò che ci sarà in una sostanziale trasformazione simultanea che oltrepassa i confini del tempo per come li conosciamo. Il secondo disco di LEON SETI è un’ingegnosa visione popolare che veicola il traffico dell’anima attraverso conturbanti giochi musicali che brillano di luce propria. Grimoire è un libro di magia che si trova all’interno di una foresta onirica. Nel disco ci sono fate e folletti, elementi che si sposano con la natura circostante, ma nel contempo si da importanza anche al peso che ogni persona porta con sé cercando un ponte, un legame tra mondo di finzione e mondo reale. Quello che ne esce è un disco davvero particolare, a tratti sperimentale, capace di coniugare diversi momenti che non lasceranno indifferente l’ascoltatore.


DEUT – From the other hemisphere (Autoporduzione)

DEUT - CHERRY ON TOP testo lyric

Sovrapposizioni sonore, stacchi psichedelici, momenti di rara introspezione, pensieri che penetrano la carne, intessono trame, catalizzano l’ascoltatore e colorano l’oscurità che avanza con tocchi personali e originali. Torna DEUT dopo tre anni con un disco composto da dieci tracce che sono principalmente un bisogno interiore di scavare nel didentro, di guardare un interno, tralasciando l’intero e perpetuando un’idea di origine crepuscolare dalla quale far scaturire un’eleganza sempre presente. From the other hemisphere diventa intimità capace di delicate visioni che si spostano con facilità in una sorta di alternative rock con incursioni nell’ambient, un tocco di psichedelia e una formidabile potenza che profuma di bellezza e meraviglia. Da Cherry on top fino a Sweet till you die passando per He gets fired, Replace the sun, Bloom, il nostro conferisce linfa vitale e personalismo ad un genere capace di costruire sostanza ed emozioni ad ogni ascolto.


Nuju – Clessidra (Manita dischi)

Clessidra

Si assapora lontanamente la world music nel disco dei Nuju. Esistenze che incrociano un rock mai banale contaminato dal bisogno sempre vivo e reale di rendere il mondo in cui abitiamo un posto senza limiti e confini. Qui si gioca, si immagina, si crea e si ama. I Nuju pensano ad una terra capovolta. Una clessidra da girare per ribaltare il sud del mondo con il nord del mondo, un modo unico e originale di provare a sperimentare, anche solo per un momento, una sorta di cambiamento epocale. Chiari riferimenti a radici folk si amalgamano ad un’essenza del tutto personale, istrionica ed ironica, divertente a tratti, capace di far riflettere in altri momenti della produzione. Clessidra racchiude il gioco della vita. Un gioco da capovolgere all’infinito. Una giostra anticonvenzionale dove noi siamo chiamati a danzare il ballo dell’esistenza grazie al nostro esserci oltre ogni cosa. 


Il silenzio delle vergini – La chiave di Berenice (Resisto/I dischi del minollo)

Dark wave fuori controllo per il quarto album della band bergamasca ad intessere movenze che prendono lo stomaco e attanagliano l’ascoltatore grazie ad un saliscendi emozionale che trova nell’estremo bisogno di interiorizzare il momento la chiave di volta di un’intera produzione. Quarto album che cattura e non distrae. Tiene bene incollati e cerca, nelle tempeste dell’esistenza, una parte di terreno fertile da conquistare attraverso canzoni che scavano nel profondo e provano, grazie ad un’integrità mai celata, di penetrare la carne fino all’anima. Sono dieci pezzi che parlano di vita e di morte, parlano di rapporti e di persone, delle loro esistenze, del loro esistere oltre ogni stereotipo quotidiano. Quello che ne esce è un affresco carico d’amore nei confronti di un suono e di una ricerca testuale che non smettono di migrare verso territori lontani. Un album vero e tangibile che parla di vissuti e compartecipazione, di tristezza e luce.


BATTISTA – La fame nera (Autoproduzione)

BATTISTA: "La fame nera" recensione

E andiamoci giù pesante, senza però farci male. Attraversiamo le giornate andate chissà dove per ricostruire ambienti sonori in decomposizione. Ricomponiamo i cuori a pezzi, i cuori spezzati, le valvole intercambiabili delle nostre connessioni, per formare, nelle bolle della nostra anima, la parte mancante, ciò che aspettavamo. BATTISTA, all’anagrafe, Pierpaolo Battista, ci consegna un disco fatto di introspezioni sghembe da cameretta elettrificata in cui parcheggiare i rapporti andati a male per stabilire una sorta di confine che si estende lungo gli argini della nostra esistenza. La fame nera è uno scherzare con le parole, ma non troppo. La fame nera è una condizione sociale di degrado e abbandono, ma anche di vita e speranza. C’è una forte dicotomia all’interno del titolo dell’album, ma nel contempo contrapposizioni lessicali le possiamo trovare all’interno di un disco che si muove in territori fatti di luci ed ombre per un risultato d’insieme che trova nel cantautorato alternativo il proprio sentire sincero.


 

RogoredoFS – Retrovie dello stato (Autoproduzione)

ROGOREDO FS - Retrovie dello stato - Radiocoop

Rock targato ’90 che si ispessisce grazie ad un uso contaminato di un alternative mai banale che si sposa in simultanea con un bisogno essenziale, ironico, suadente e maledettamente contemporaneo di comunicare qualcosa. I RogoredoFS riescono a creare un album dal suono rockeggiante senza disdegnare una componente psichedelica che permette loro di spaziare sapientemente riuscendo a non apparire stucchevoli e senza abbracciare quel già sentito tipico di produzioni come questa. Retrovie dello stato è un EP puro, diretto e immediato. Ci sono si stratificazioni ed espedienti del tutto originali, ma la forma e la sostanza è patrimonio di uno stile che trova nella rappresentazione naïf il proprio punto di fuga. Da Narcan fino a Psicosociale, passando per Pappagalli, Rettiliani e Mercanti i nostri intascano una prova sicuramente solida che apre la realtà e il tempo a ciò che verrà nel futuro prossimo. Bravi.


Jet set roger and the reindeers – In the bleak midwinter (Snowdonia)

Jet Set Roger & The Reindeers - In the black midwinter -

Canzoni trasfigurate e rese maledettamente necessarie in questa epoca di tristi realtà ad implementare scorci nuovi, diversi e necessari per comprendere quella sorta di parte oscura della luna che troppo spesso diamo per scontato. Jet set rogers and the reindeers sfornano dal cilindro magico una raccolta di canzoni, per il periodo natalizio che attingono radici e spiritualità da un passato cha affonda il proprio divenire nel medioevo fino a raggiungere i giorni nostri. Le canzoni sono quasi spogliate dagli orpelli contemporanei per ricreare una sorta di purezza decostruita e sincera capace di perpetuare significati che attraverso una scarna ed essenziale lettura si fanno sempre più tangibili e unici. Una scatoletta punk stancabile in versione unplugged da dove far uscire neve e dolciumi, carezze e atmosfera, in modo, oserei dire, geniale. In the bleak midwinter è l’unica compilation natalizia degna di questo nome.


Umberto Ti- La casa sulla sabbia (New Model Label)

La Casa Sulla Sabbia by Umberto Ti. on Amazon Music Unlimited

Sono poesie di luce soffusa ad imprimere nei cieli della nostra esistenza una duratura visione d’insieme capace di abbracciare forma e sostanza in un sodalizio cosmico con la canzone d’autore italiana e le sferzate rock a segnare, passo dopo passo, una nuova immagine fatta di materia e bellezza da custodire. Il nuovo disco di Umberto Tramonte con la produzione di Giuliano Dottori, è un inno alla quotidianità del perdersi. Un bisogno quasi primario di denunciare le violenze di questa nostra realtà con un tono e una rabbia che traspare canzone dopo canzone in un incedere davvero esaltante. Si parla di oscurità e di luce dopo le tempeste di ogni giorno. Si narra di come l’essere umano abbia perso ogni forma di direzione in nome del tornaconto personale. In La casa sulla sabbia ci sono valori troppo spesso dimenticati. Un disco che diventa arma contro l’indifferenza di questo mondo.