Ladri di Mescal – Mediterranea (Autoproduzione)

L'immagine può contenere: cielo

Musica priva di barriere capace di narrare una quotidianità sospesa sul filo dell’acqua, sul filo teso degli oceani che inglobano i nostri pensieri giorno dopo giorno, tra meraviglie elettriche e sferzate di rock che convincono e non si lasciano intimidire o influenzare dai cliché moderni. Il nuovo dei Ladri di Mescal è un album che continua un percorso musicale capace di comunicare in primis un senso di appartenenza con tutto ciò che ci circonda, attraverso pezzi viscerali, taglienti e in parte pungenti, attraverso una voce che convince grazie anche ad un comparto strettamente ritmico e solistico che rende l’intera proposta ascoltabile e ricca di immagini atmosferiche che parlano di mondi utopici, ma carichi di speranza dove le sfumature rendono l’idea di mondo e dove l’essere noi stessi, attraverso i sentimenti, supera i vincoli preimposti. D’amore si muore, ma anche la stessa title track o Il verso giusto sono l’esemplificazione di una poetica improntata sul tangibile. Canzoni poi come la finale Sospesa abbracciano significati di ampie visioni pronte ad estendere il circuito emozionale oltre il classico compitino fatto bene e fine a se stesso garantendo ai Ladri di Mescal un cammino aperto a sempre nuove sperimentazioni e soddisfazioni.

Pubblicato in Alternative Rock | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Unità di Produzione – Abisso (Bunker Antiatomico)

Parole sviscerate al suolo senza melodia, senza facili ammiccamenti, senza forma o sostanza, ma imbrigliati nell’oscurità cupa, sabbiosa e tremante, l’oscurità che non fa sconti, ma che si protende piuttosto attraverso un futuro incerto e senza speranza alcuna. Gli Unità di produzione costruiscono in questo loro Abisso architetture spigolose, parlate e ben suonate, musica per orecchie che devono aprirsi, per comprendere in profondità significati nascosti e sicuramente interpretabili, ricche di quelle atmosfere che non lasciano vie di fuga, ma piuttosto entrano e non ti lasciano più. Questo Abisso non è un disco facile, ha bisogno di più ascolti per essere assimilato, è l’attimo prima della tempesta, è quella sensazione che ingloba solitudine e amarezza portata allo stremo per una musica privata di una chitarra che si fa immagine di comprensione quando lo stesso strumento si rende spigoloso, immediato, concentrico e mostruosamente essenziale. Gli Unità di produzione danno vita ad un disco che non cerca mezze misure, ma che piuttosto si muove laddove tutto sembra essere perduto.

Pubblicato in Alternative Rock | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

-LIBRI ILLUSTRATI- Pam Smy – Thornhill (Uovonero)

Titolo: Thornhill

Autori: Pam Smy

Casa Editrice: Uovonero

Caratteristiche: pag. 538, 15×21, Cartonato

Prezzo: 18,50 €

ISBN: 9788896918531

 

Sei mai entrato in una casa stregata? Hai mai visto dalla finestra di quella casa, proprio quella casa una luce dissolversi con la nebbia della notte? Sei proprio sicuro che quella casa sia infestata dai fantasmi o da qualche mostro maligno? Ne sei proprio sicuro?Andiamo a vedere inseme.

Addentrarsi nell’oscurità è una cosa che a Indiepercui piace fare quotidianamente, capire le circostanze, i sogni infranti, le bellezze nascoste, il buio come arma per sconfiggere la notte, il buio di luce, il buio che vede. Camminare dopo i confini imposti è capacità intrinseca di vedere oltre e di farsi carico di un mondo che non gira come dovrebbe, Thornhill ne è l’esemplificazione, è l’emarginazione nascosta è il riscoprire ciò che in profondità ci attanaglia e che vorremmo però non fosse dimenticato facilmente, almeno per ora.

Il libro che mi ritrovo a sfogliare e a leggere è un’opera davvero grandiosa sotto molteplici punti di vista, lo capisci dallo spessore delle pagine, dall’importanza delle illustrazioni capaci queste di raccontare una storia e nel contempo attraverso le immagini far comprendere la vicenda narrata un po’ come ci aveva abituati Brian Selznick nel suo Hugo Cabret o ne La stanza delle meraviglie, un diario di vita inframmezzato dal tempo, quello stesso tempo che sembra essersi fermato, ma che si muove singolarmente attraverso due date il 1982 e 2017. Due anni diversi quindi, ma anche due protagoniste diverse Mary e Ella. La vicenda della prima viene raccontata attraverso gli scritti del suo diario un racconto che vede Mary intrappolata in un orfanotrofio e vittima di ingiustizie e soprusi, un orfanotrofio che diventerà il suo mondo, un mondo in cui rifugiarsi e nascondersi, Mary protagonista, protagonista vittima della violenza di compagne vicine alla sua solitudine. Ella invece vive ai giorni nostri, le bellissime illustrazioni parlano proprio di lei, abita davanti a quell’orfanotrofio ora in rovina, la mamma è morta, il papà è sempre fuori per lavoro. Ella vive per certi versi una solitudine simile a quella di Mary, una solitudine che sarà da veicolo, da tramite per l’intreccio delle due storie.

Thornhill diciamocelo non è un semplice libro, Thornhill è potenza visionaria e atmosferica, vengono uniti linguaggi e scene in un qualcosa che sembra mescolare il sogno con la realtà. In verità questa è la storia di due bambine raccolte nel momento più fragile della vita, quando la costruzione di una propria interiorità si specchia con lo stare al mondo e con le prime difficoltà di un’esistenza al limite, dove le mancanze si fanno proiezione nei comportamenti quotidiani e dove il comunicare un disagio non sempre sembra essere cosa facile.

Uovonero fa conoscere in Italia questo capolavoro illustrato per un pubblico non troppo giovane, una storia di amicizia e segreti, di libertà repressa e di sostegno, di luce da riscoprire proprio da quella finestra che assomiglia un po’ alla vita, la finestra di quella casa stregata che poi stregata proprio non è, anzi in quella abitazione ci vivono soltanto due bambine che vogliono diventare grandi e si riscoprono uguali nel momento più tragico del loro venire al mondo.

Per info e per acquistare il libro:

http://www.uovonero.com/catalogo/i-geodi/558-thornhill 


Pubblicato in LIBRI ILLUSTRATI | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Hope at the Bus Stop – It’s not that (Iohoo Records)

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Derivazioni indie pop con spruzzate britanniche per la band padovana alle prese con un sound fresco e sincero che non cerca i facili ammiccamenti di genere, ma che piuttosto ritrova nello sperimentare una propria arma vincente per le soddisfazioni che ci troviamo ad affrontare. It’s not that è un disco veloce che ti entra subito dentro, è quella commistione mai piena di orpelli tra musica d’autore e un alternative giovane e ben suonato, una musica che si apre a canzoni come Yourselfness fino a Space time outlaw alla ricerca di un proprio comparto tecnico che trova nell’originalità una strada da seguire, un obiettivo da portare a termine. Cinque canzoni soltanto per questo EP, cinque pezzi che divagano tra Badly drawn boy fino a condurci nei meandri introspettivi di Elliott Smith, musica che apre la testa in una poetica visione d’insieme omogenea capace di segnare un buon punto di partenza per i nostri in evoluzione.

Pubblicato in Alternative Rock | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

-LIBRI ILLUSTRATI- Sara Ciprandi – Frida (Hop!Edizioni)

Frida-Copertina

Titolo: Frida

Autore: Sara Ciprandi

Casa Editrice: Hop!Edizioni

Caratteristiche: pagine 88, cm.20×24

Prezzo: 18,00 €

ISBN: 9788897698296

 

Fuochi d’artificio, esplosioni di colori, verità che esce  allo scoperto in tutta la sua prorompente vitalità. Arte, ricerca e immediatezza, bisogno di interagire con il mondo in cambiamento e necessità ancora vivida e fervida di creare immagini, icone da perpetuare nel tempo, ricchezze simboliche innovative per un’epoca che nella ristrettezza quotidiana dava alla luce ciò che ora riecheggia nella modernità. Voglia di vivere quindi negli occhi di Frida, esigenza contemporanea di lottare per qualcosa di valido, coerente, qualcosa che possa lasciare speranza nelle generazioni future e che sia d’impatto per un presente dignitoso ad ogni latitudine. Un pensiero che continua e che sembra riscoprirsi anno dopo anno attraverso una cura e uno studio sempre più approfondito della più importante pittrice messicana che il mondo si ricordi e la più importante donna che riuscì a creare un’arte surrealista in tutto e per tutto artigianale e interiore.

Continua la collana Per Aspera Ad Astra targata Hop Edizioni, continua con le bellissime biografie in forma di picture book tutte al femminile a valorizzare ancora una volta le grandi del passato che hanno saputo donare all’arte a trecentosessanta gradi  una certa sostanza che ancora a distanza d’anni ha potuto cambiare la nostra visione del mondo, il nostro essere in cammino. In questo caso la Frida illustrata da Sara Ciprandi coadiuvata dai testi di Lorenza Tonani abbraccia poeticamente le fasi della vita della pittrice. L’uso dei colori è emblematico e si fa corollario essenziale per parlare degli stati d’animo e delle conseguenze non di certo facili, ma piuttosto nefaste, di una vita al limite. Una malformazione dalla nascita, un grave incidente che la costringe a dipingere a letto, una vita travagliata fatta di amori altalenanti, non corrisposti, altri invece passionari, unici, ma non sempre all’altezza in un circolo continuo fatto di lotta politica, immagini visionarie e dolore mescolato al colore a ricambiare un’esistenza che trovava nel buio e nella luce una perfetta commistione d’insieme.

Nel cuore di Frida però, ormai lacerato dalle delusioni e da quell’unico grande amore Diego Rivera suona ancora una vibrazione di speranza, quella stessa vibrazione che possiamo percepire nei suoi quadri, nelle sue opere. Le ferite della mente, le ferite del cuore sono state per la stessa pittrice un modo per consegnare al mondo il proprio essere dipinto, attraverso la tenacia, la forza che la contraddistingueva e quel suo amore unico per la vita che traspare in modo egregio grazie a queste importanti pubblicazioni che ci ritroviamo oggi a sfogliare e che rimandano ad un certo passato malinconico dove gli ideali comuni erano spinta necessaria per l’arte di quel presente, per l’arte di questo nostro futuro.

Per info e per acquistare il libro:

https://www.hopedizioni.com/prodotto/frida/ 


Pubblicato in LIBRI ILLUSTRATI | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Beatrice Antolini – L’AB (La Tempesta Dischi)

Eclettica promiscuità in grado di intessere trame davvero originali e composite per la cantautrice, polistrumentista dal suono internazionale anche se italiana Beatrice Antolini, un suono magmatico e ipnotico che non delude nemmeno con questa ennesima prova sperimentale dopo l’EP uscito qualche anno fa Beatitude. L’AB è un insieme poliedrico di architetture stravaganti di difficile incasellamento, sembra che la nostra sia sempre alla ricerca del suono perfetto, del suono che unisce pop e alternative, divagazione e immediatezza, sintetizzatori portati al massimo della loro potenzialità e voce soffusa a ricreare atmosfere ambient fino alla rabbia che incontra la melodia per un disco che risulta profondo quanto basta per non deludere. Nella musica di Beatrice Antolini c’è l’essenza del rock contaminato quasi fosse una Bjork della porta accanto capace di scardinare la normalità per proiettare suoni e colori oltre l’indefinito. Pezzi singolo come Second Life o Forget to be senza dimenticare What you want o Beautiful nothing sono l’apice di un concentrato emozionale davvero necessario di questi tempi, un insieme di canzoni proteso all’incontro di mondi apparentemente lontanissimi, un dolore che si apre alla musica per suoni che rapiscono dal primo ascolto e portano questo miscuglio eterogeneo di universi a diventare incredibilmente necessario. 


Pubblicato in Alternative Rock, Avanguardie, Elettronica | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Nues – Lucido (Autoproduzione)

Suoni che abbracciano il tempo passato e si fanno portatori di un suono blues in questo disco dei Nues, progetto nato per cercare di dare ispirazione e melodie ad una musica latente capace di coordinare temi attuali e interiori con suoni velatamente rockeggianti che si muovono su quel confine non sempre preciso che comprende e sfiora la musica d’autore con le tinte oscure di un suono elettrico in profusione continua. Nues in sardo significa nuvole e grazie a questo insieme di canzoni i nostri ci fanno entrare all’interno di un mondo fatto di disillusioni ed età adulta raggiunta, di rimpianti forse, ma anche di desiderio contemporaneo di esprimere qualcosa, un significato, un pensiero, una metafora di vita. Lucido è la rappresentazione quindi di uno stato fisico e mentale ben evidenziato con pezzi quali Genova, Il blues dell’ubriacone, Strana-Mente e Occhi di vetro, canzoni che intensificano significati quando si percepisce tangibile la presenza di Davide Marzocchi alla tromba, strumentista capace di dare un valore aggiunto alle già buone composizioni di base in un risultato finale che nella conclusione New raggiunge apici davvero importanti. Lucido è la consapevolezza di avere tra le mani un disco capace di racchiudere gli interi attimi di una vita in rock.


Pubblicato in Alternative Rock | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Matteo Fiorino – Fosforo (Phonarchia Dischi)

Matteo Fiorino è un fuoriclasse sghembo che canta storto intessendo il non sense con un approccio goliardico e fiero pur rimanendo nel complesso dimesso e quasi esistenzialista. Il nuovo album prodotto da Nicola Baronti è un insieme di visioni naturali del nostro essere al mondo raccontate in modo del tutto originale e sicuramente personale, dove avvenimenti o esperienze vissute direttamente dal nostro, intrecciano il proprio procedere con un qualcosa di più frammentato e a tratti malinconico, strappando comunque sorrisi e bellezza che possiamo scoprire analizzando i testi. Impresa alquanto ardua in quanto il significato soggettivo del tutto concede la possibilità di dare interpretazioni personali che vanno oltre l’opinione diffusa e donano però al cantautore una nota di merito per il lavoro svolto e per l’attenzione dedicata ad una visione strampalata di tutto ciò che ci circonda. In realtà a Matteo Fiorino non frega niente di tutta questa complessità, piuttosto il nostro naviga i flutti della quotidianità partendo dal proprio essere e canzoni come l’apertura Gengis Khan, Madrigale, Canzone senza cuore o la stessa title track sono poesie emblematiche per comprendere ogni singola lucentezza estemporanea proposta.

Pubblicato in Musica d'autore | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Orfeo’s Dreams – You (IRMA Records)

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Trip hop esistenziale che amplifica atmosfere sotterrane e si posa laggiù dove tutto sembra morire, laggiù dove la forma e la sostanza si intrecciano grazie ad architetture elettroniche di sicuro interesse per un suono internazionale ispirato da band come Portishead o Massive Attack, un suono che apre la mente ad altre circostanze ed eventualità per una manciata di canzoni che si insidiano all’interno del nostro  inconscio e non ci lasciano facilmente. Pezzi come la title track fanno da ispirazione al corollario quasi metafisico che ingloba il progetto del duo italo/lussemburghese procedendo con pezzi emblematici e tutti di caratura notevole come My Thrill o Dust che attraverso substrati di concezioni sonore ci fanno comprendere l’interezza di ciò che abbiamo ascoltato. Gli Orfeo’s Dreams sono dei sognatori, attraversano un mondo onirico in decadenza per uscirne carichi di essenzialità. Una copertina che racchiude la freddezza urbana assieme a quel qualcosa in più che ci tocca corde nascoste dentro di noi, suoni sempre precisi che in dissolvenza ricreano un’armonia che si fonde con il tempo, questi sono gli Orfeo’s Dreams: degli sperimentatori e questo basta.

Pubblicato in Elettronica | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Lennon Kelly – Malanotte (IndieBox Music)

L'immagine può contenere: pianta e spazio all'aperto

Potenza combattiva che apprende dal punk folk la strada da seguire intessendo trame di sicuro appeal che ben si prestano a rappresentare questi animali da palcoscenico  in grado di scaraventare folle grazie ad una musica sempre sul pezzo, attiva, ironica, tagliente e pungente, mai banale. A tre anni dal disco d’esordio i Lennon Kelly tornano con un disco folgorante che non lascia spazio d’azione e non lascia respirare, si mescolano prontamente i suoni dell’Irlanda con un combat rock mescolato alla musica d’autore raccontando di radici e di attaccamento alla propria terra, citando Tolkien e i classici del passato, in una narrazione che si fa leggenda anacronistica e fuori dal tempo quindi per come lo conosciamo. Pezzi come Mazapégul sono necessari per entrare nel mondo dei nostri mentre canzoni come Nobel per gli stronzi non risparmiano di certo nessuno e non si pongono certo il problema della morale o del buon costume. Long John Silver sarebbe perfetta per una partenza senza ritorno, mentre la title track rinsalda il legame di una famiglia che stupisce canzone dopo canzone. Malanotte è una chiara dichiarazione d’amore per il proprio essere, un guardare al passato con gli occhi di un bambino riscoprendo la magia del momento, la magia di ciò che non tornerà più.

Pubblicato in Alternative Rock, Folk | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento