Gino Canesten – Il passato è una falciatrice a cottimo (Private Stanze/Kizmaiaz)

Sulfuree concentrazioni di sghembe visioni si fanno caleidoscopio psichedelico all’interno di momenti di vita quotidiana incasellati, ma mai esplicati, in un aprirsi a territori interiori che crescono e mai si colorano. Gino Canesten cesella un disco ricco di rimandi alla scena d’autore italiana del tempo passato, De André su tutti, incentrando una poetica di relazioni all’interno di un’essenziale visione strumentale che sorregge un’impalcatura salvifica concentrando l’attenzione sulla parola e sui racconti di vita narrati. Il passato è una falciatrice a cottimo sembra già dal titolo e dallo pseudonimo dell’autore un disco fatto di pezzi irriverenti e scanzonati. Non è assolutamente così. L’album in questione è uno spaccato amaro di questa nostra società. Un insieme di canzoni che scavano in profondità e colpiscono quando meno te lo aspetti tanto da fare male.


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Fargas – L’esordio dell’innocenza (Private stanze/Gadoev/Kizmaiaz)

Fargas, “L’Esordio dell’Innocenza”: La recensione

Loop conturbanti e ben calibrati che ossessivamente ripercorrono la strada verso casa per cercare inequivocabilmente di trovare nuovi angoli da inquadrare, nuove fotografie da rendere vere, reali. Ritorna Fargas, all’anagrafe Luca Spaggiari, portandoci all’interno di movenze marine che ricordano l’estate e l’odore inequivocabile della bella stagione. Pezzi che si amalgamano e si intrecciano. Mai celati bisogni di implementare bellezza all’interno di territori conturbanti e resi magnetici da una capacità inequivocabile di curare il dettaglio, la forma e la sostanza. Un EP cristallino questo. Calafuria, Deauville, Trieste, Folegandros. Il mare al centro di ogni meta. Il mare come scusa necessaria per partire e non ritornare. Il mare che diventa tuffo suadente e sopraffino all’interno della musica alternativa italiana.


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Gaze of Lisa – Sinonimi contrari (Terzo Millennio Records)

Gaze of Lisa - Sinonimi Contrari, fuori il nuovo album

Trip hop di matrice oxfordiana che racchiude le visioni dei Radiohead ai tempi di Kid A e Amnesiac per condesare elementi visivi e urbani cercando di dare un senso condiviso al mondo circostante. Non solo Thom Yorke, ma anche tocchi di classe indiscutibile dei primi Bluvertigo per il primo album dei Gaze of Lisa, trio di Matera che per l’occasione mescola sonorità underground in divenire costante con forme elettroniche di passione e sostanza. Dodici pezzi che sono bianco neri umorali ad attingere soluzioni ben amalgamate ad un clima di fondo catalizzante. Nuove forme espressive quindi, nuove forme che si dipanano lungo le tracce proposte. Il silenzio di Boka si fa ripresa in La rivelazione di Boka ottenendo una sospinta accelerazione verso i mondi lontanissimi di Palindromo, X, Tarapia, Rimpianto per un risultato d’insieme davvero coinvolgente e capace di trovare, nel filo della passione condivisa, la strada giusta da seguire. Gran buon esordio.


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Gianluca Secco – DanzaFerma (Martelabel)

Davy Dilamo "Sexy per me" - Radionova

Introspezioni sonore, tra luci e ombre, di un cantautorato che porta l’artista in primo piano diffondendo elucubrazioni che vanno oltre l’apparenza e si attestano in profondità alla ricerca della nota perduta, del sogno mai avverato. Il nuovo di Gianluca Secco è un concentrato autorale dove la polvere in dissoluzione si sposa con i fantasmi che ci portiamo dentro per un risultato composito fatto di passato e futuro che si intreccia a ricomporre un grido disperato dove il poeta fattosi carne riceve un dono quasi mistico nel creare sentieri e percorsi, nuvole di essenza e veridicità mai dimenticata. Il singolo Senza velo dichiara apertamente uno scandagliare l’animo umano alla ricerca di frammenti smarriti nell’etere. Pezzi come Sangue, la title track, Ottobre, DiSchianto sono la summa di un pensiero capace di affondare e ampliare il sentire, facendoci rimanere sospesi tra il nostro essere e il nostro divenire.

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Giuseppina Ciarla – A ticket home (Autoproduzione)

Voce sopraffina ed emozionale a coniugare arpa, canto e arrangiamenti vari in un sodalizio unico, prezioso, raro capace di dare vita ad elementi coreografici che si dimenticano del contorno e riescono a riscoprire, nella bellezza del momento, il valore del gesto, il valore di un qualcosa che accoglie e non lascia andare via. Prova alquanto coraggiosa quella di mescolare Astor Piazzolla, Michael Jackson, la tradizionale Bella Ciao e altre famose canzoni dell’immaginario contemporaneo in un solo disco ad arricchire di tecnica e melodia un panorama ancora in parte vergine e di difficile identificazione. Giuseppina Ciarla rappresenta un sodalizio concreto con una voce soul incamerata all’interno di un’improvvisazione di stampo jazzistico a far fiorire, in un solo istante, bel canto, capacità comunicativa, sentimenti. Un cuore che si apre quello della nostra. Radici profonde nella tradizione di questo tempo qui inglobate per splendere più che mai sotto nuova forma, sotto una nuova luce.


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Le canzoni giuste – Felici e contenti (Autoproduzione)

Felici e Contenti” è l'album d'esordio della della band ironico-goliardica abruzzese Le Canzoni Giuste – S&H Magazine

E’ arrivato finalmente. Atterrato su queste pagine virtuali il primo disco di Le canzoni giuste raggruppa i singoloni irriverenti fatti conoscere in precedenza con l’aggiunta di altre otto canzoni inedite a costituire una sorta di concept diviso in tre parti. Un concept che parte dall’evoluzione umana fino a raggiungere una sorta di esplosione che ci riporta al punto di partenza passando per divagazioni sulla scena e la cultura pop per come la conosciamo. Tanta carne al fuoco. Un calderone di delizie sopraffine sospinte da una forte capacità di stupire. La band abruzzese, finalista ad Arezzo Wave, si cimenta in una prova che non lascia nulla al caso cercando di calibrare alla perfezione un mondo fatto di elementi ironici, ma nel contempo altamente riflessivi. Ciò che ne esce è una prova da interiorizzare, mai banale e ricca di spunti legati alla quotidianità per un insieme omogeneo di ironia intelligente e di colori demenziali da far costantemente brillare. 


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Giacomo Toni – Ballate di ferro (L’amor mio non muore – Dischi)

album Ballate di Ferro Giacomo Toni & Novecento Band

L’illustratrice Mara Cerri in copertina a disegnare nuvole sulfuree di bianchi e neri appesi al filo del ricordo capaci di intessere e a dare apertamente linfa e sostanza ad un cantautorato a tratti scarno, a tratti sovraesposto. Torna Giacomo Toni, carico di una personalità ineguagliabile, indipendentemente contagiosa. Torna unendo sarcasmo e savoir-faire emozionale in un disco di luci e ombre che si affacciano al nostro turbolento vivere in un abbraccio costante con i sentimenti di questo nostro tempo, di questo nostro peregrinare inossidabile sul far della sera. Ballate di ferro ricorda per certi versi l’approccio noir, alla canzone, di Gianluca De Rubertis e inevitabilmente questa intenzione mai celata si sposa con un senso di perdita e acquisizione del presente in un rincorrere costante energia e senso di appartenenza al mondo. Canzoni come Sarà, Se proprio devo, Mogli ingrate, Gli autobus e Buongiorno nel finale non passano di certo inosservate riuscendo a creare un bilanciamento di bellezza reale davvero invitante.


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-LIBRI ILLUSTRATI- Mario Boccia/Sonia Maria Luce Possentini – La fioraia di Sarajevo (Orecchio Acerbo)

 

 

La fioraia di SarajevoTitolo:  La fioraia di Sarajevo

Autore: Mario Boccia/Sonia Maria Luce Possentini

Casa Editrice: Orecchio Acerbo

Caratteristiche: 22 x 31,5, pag.40

Prezzo: 16 €

ISBN: 9788832070729

 

Fotografia salvifica tra le macerie di un tempo passato che rivive all’interno di immagini disegnate, immagini che amplificano gli spazi condensando atmosfere di colore e impressioni. Bellezza nell’orrore, capacità di sintesi e occhio proteso al futuro consegnando al lettore un momento preciso qui raccolto e analizzato per trovare nella complessità un minimo sprazzo di interezza.

La fioraia di Sarajevo è bisogno esistenziale e reale di narrare una vicenda. Una data e un momento preciso. Il Febbraio del 1992, prima dell’inizio della guerra in Bosnia. Un incontro di identità, un incontro di culture, tra quel fazzoletto di mare che ci separa dal dolore. L’autore e fotoreporter Mario Boccia trova al mercato una fioraia. Una fioraia che realizza fiori di carta. I soldi non ci sono nemmeno per acquistare un tozzo di pane, ma quell’artista rimane lì, controcorrente, a costruire e a dar vita a ciò che forse nessuno mai acquisterà.

Le illustrazioni di Sonia Maria Luce Possentini sono cariche di reale, lasciano per un momento la magia in disparte per concentrarsi a raccontare gli sguardi, i momenti, le sensazioni di un preciso attimo storico infinito. In una fotografia fatta di luci e ombre i colori dei fiori esplodono con forza calcolata immagazzinando al proprio interno un’idea di speranza e di pace che si respira oltre la tragedia.

Sarajevo, la Bosnia e quel crocevia indispensabile di cultura, religione, storie che ci raccontiamo. Un illustrato, quello edito da Orecchio Acerbo che fa del reale la propria ancora di salvezza nel tramandare significati, intenzioni e parole.

Un momento qualsiasi di una guerra terribile. Un momento in cui poesia e realtà si fondono non per perdersi nel vento, ma piuttosto per trovare una direzione nel lungo cammino dell’esistenza. Un cammino fatto di ricordi, di vissuti e di individui capaci di costruire, nel tempo nuovo, il senso della parola comunità.


Per info e per acquistare il libro:

https://www.orecchioacerbo.com/editore/index.php?option=com_oa&vista=catalogo&id=687

 

 

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La junta escondida – Iracundo (Promu Label)

album Iracundo La Junta Escondida

Ensamble fuori dalle righe e fuori dagli schemi capace di rivisitazioni contemporanee in un saliscendi emozionale che si concentra con invettiva e con sguardo attento, al futuro che avanza. Il tango, genere nato in Argentina, qui implementato da una potenza sonora bruciante e fuori controllo. Un inno alla vita e alla libertà. Un’energia pura che ricopre atomi e li fa incontrare. Li fa scontrare attraverso una passione simultanea di bellezza in rapida ascesa. Un album pregno di rivisitazioni che cerca uno spiraglio di luce oltre le apparenze, tentando la strada dell’innovazione con un gusto fuori dall’ordinario e con un bisogno sempre acceso di stupire e di regalare emozioni ascolto su ascolto. La Junta Escondida, alle prese con il loro primo album ufficiale, passa la prova grazie ad una forte coesione e grazie anche ad un sostanziale bisogno di comunicare, attraverso le dieci tracce proposte, un punto di vista innovativo per un genere che sembrava perduto.


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Aura Popularis – Entrelace (Promu Label)

AURA POPULARIS – ENTRELACE – Rebel Girl

Duo composito a creare un intreccio di situazioni presenti che guardano al passato rievocando una sorta di musica popolare ancestrale dove il sopraggiungere di motivi orecchiabili e introspettivi si affacciano su vissuti pronti a salpare gli oceani della nostra mente. Il soprano portoghese Juliana Azevedo e la pianista italiana Ludovica Vincenti riescono a dar vita a situazioni, ben ventitré, dove bellezza di fondo, sapiente maestria e arrangiamenti su misura, creati e composti da nomi noti tra cui Claudio Carneyro, José Vianna da Motta, Francisco de Lacerda, aprono a diverse visioni del mondo per un risultato d’insieme affascinante, intrigante, sospeso e in continua ricerca. Entrelace è un appunto un intreccio. Un desiderio inespresso. Una nuova via da percorrere nelle incertezze del domani.


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