Lo zoo di Berlino feat. Patrizio Fariselli – Resistenze elettriche (New Model Label)

Potenza sonora in alterazione costante che mescola elementi esplosivi a calma apparente, mescola elementi imprescindibili che si fondono con il passato dando elettricità motivante a tutto ciò che oggi consideriamo attuale. Lo zoo di Berlino getta nella mischia delle produzioni odierne un disco pregno di storia e resistenza. Un lato A e un lato B. Un live nei luoghi dell’Emilia partigiana, un ricordare gli Area in modo del tutto non scontato. Dall’altra nuovi pezzi che mescolano alterazioni sonore che derivano da substrati di cultura capaci di affondare radici nel prog e nella fusione di elementi contrastanti che rincorrono gli anni’70, rincorrono elementi in evoluzione trasmettendo all’ascoltatore una pura energia viscerale capace, con gusto ed eleganza, di trasformare il rock partendo da semplici elementi e valorizzandone impalcature attraverso tecnicismi e sentimento.


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Claudio Melchior – Ho molti follower (New Model Label)

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Vintage pop elettronico targato ’90 impreziosito da sodalizi con la canzone d’autore immersa completamente e volontariamente all’interno della vita contemporanea, all’interno di un mondo in decostruzione simultanea che avanza inesorabile. Claudio Melchior pubblica un dischetto che fa del synth pop un punto d’approdo necessario per comprendere un’energia viscerale che, tagliata dalla lama dell’ironia, produce architetture strampalate e anacronistiche, ma cariche di vivida immaginazione. Ho molti follower rappresenta una foto schietta e precisa di questa nostra realtà. Rappresenta un bisogno di comprendere senza chiedersi troppo, un bisogno quasi del tutto naturale di far passare messaggi, di essere contemporaneo tra i contemporanei. Il musicista ci regala in simultanea una compresenza necessaria di controsensi e ilarità. Dalla title track fino a Sì in fondo il nostro amplifica vedute conquistando ascolto su ascolto.


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-FUMETTI- Yoshiharu Tsuge – La stanza silenziosa (Canicola Edizioni)

La_stanza_cover_bassa_Notizie Titolo: La stanza silenziosa

Autore: Yoshiharu Tsuge

Casa Editrice: Canicola

Caratteristiche: 224 pagine, b/n, 15×21

Prezzo: 19 €

ISBN: 9788899524364

 

Antologia ricca e pregna di significato che come terra sporca il bianco per sedimentare all’interno delle nostre origini un punto di contatto con qualcosa di carnale e rappresentativo di un determinato momento storico, di un determinato contesto sociale. Yoshiharu Tsuge, autore tra i più importanti del fumetto indipendente giapponese di sempre con questo insieme di sette racconti ci accompagna all’interno di un mondo dove il bisogno irrefrenabile, l’impulso sessuale prende il sopravvento nella disgrazia e nella desolazione dell’animo umano, delineando, esplicitamente, senza mezze misure, un neoralismo antologico di grande spessore.

Canicola chiude la trilogia della maturità di Tsuge con un volume pregno di sofferenza ironica, di attimi da cogliere e bellezza sepolta sotto impressionanti momenti che nello sguardo e nell’azione trovano un punto di svolta, un punto di ancoraggio, delineando personaggi che fanno del loro essere terreni un’arma necessaria per comprendere una poetica cruda, drammaticamente reale, sospesa nell’indefinito futuro.

La stanza silenziosa è la contemplazione di un corpo nudo prima dell’amplesso, un bisogno da soddisfare che trova nella vacuità dell’incedere quotidiano un senso necessario per andare avanti, per proseguire attraverso una vita di abbandoni, bugie, miserie e gelosie. Un mondo tratteggiato e composito. Un mondo che nella lontananza dal nostro interseca e comprime, spaventa e attrae.

Il tratto risulta essere aspro, duro, pregevole nella sua inimmaginabile fattura. Nei fumetti di Tsuge si respira un’essenzialità autobiografica, un’essenzialità in bilico tra passato e presente, tra modernità e tradizione dove gli ultimi di questa realtà sono essi stessi delineati con le fattezze di esseri umani gettati nel labirinto delle incertezze, nel pozzo di una rinascita culturale ed economica che tarda ad arrivare.

Vincenzo Filosa, nei panni di sempre esperto traduttore, fa da tramite e intermediario per farci comprendere la caratura del grande maestro nipponico. La stanza silenziosa è una gioia che si accontenta, un trovare, attraverso un’immagine ammirevolmente nitida, i  granelli di polvere presenti sul nostro cammino. Un vetro crepato, ma non rotto. La morte che attende dietro ogni angolo e il nostro protagonista a rincorrere quel qualcosa che si chiama vita, quel qualcosa che si ritrova all’interno di ogni respiro umano.


Per info e per acquistare il fumetto:

https://www.lospaziobianco.it/canicola-in-prevendita-la-stanza-silenziosa-di-yoshiharu-tsuge/

 

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Hobo – 2/10 (Kono Dischi/La mansarda)

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Nuvole sulfuree di vapore desertico si stagliano nel rosso orizzonte intersecando appigli emozionali che incontrano canzoni catartiche e bluseggianti incastonate in pensieri che non lasciano vie di scampo, ma piuttosto inquadrano una natura morta d’ampio respiro. Ascoltare gli Hobo è fare un tuffo unico e speciale nei meandri della nostra mente. Respirare a pieni polmoni l’oscurità della notte che fagocita e non concede spazi, ma piuttosto apre all’avventura, apre alla conoscenza e mescola, senza artifici, una pura essenza di sudore e umanità. 2/10 è un disco complesso, una mano che accompagna un’altra mano, un ritrovarsi nelle profondità della nostra anima per comprendere appieno la nostra materia, la nostra naturale idea d’ampiezza. Da Lord, please tell us the truth fino a Cedar falls i nostri si domandano, sperimentano e con rabbia calcolata raccontano di questo e altri tempi concedendo una visione d’insieme raccolta nella profondità concentrica dei giorni a venire.


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Circlelight – Ties and struts (Costello’s)

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Ambientazioni da montagne legnose attraversano la terra d’Albione intensificando con l’ascoltatore rapporti e visioni chiare perseguibili all’interno di un mondo sospeso, un mondo in dissoluzione perenne che nella ricercata malinconia di fondo trovi i giusti spazi, i giusti appigli per infondere una poesia a profusione, una poesia che come gemma rara e preziosa si scopre in tutta la sua bellezza sostanziale. Il progetto Circlelight, all’anagrafe Emanuele Durante, si connota per un’ampia visuale d’insieme capace di andare oltre le consuetudini e intavolando elementi di folk d’autore impresse nella memoria e costantemente elaborate e vissute. Otto tracce che ci sussurrano e ci parlano da vicino attraverso un uso leggero ed elegante dell’elettronica da Bon Iver fino a Damien Rice passando per Glen Hansard e Iron e Wine. Ties and struts è un disco leggero, ma pregno di significato. Un album lasciato a sedimentare e pronto a coinvolgere ad ogni occasione.


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Malkovic – Tempismo (Costello’s Records)

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Post rock emozionale deflagrante in delay puro loopato capace di scaraventare al suolo integrità e potenza all’interno di brani scavati per l’occasione. Dopo la pubblicazione di due EP i nostri tornano con un disco completo e pieno a dismisura di incontrollato bisogno di appartenenza con una musica d’ambientazione che recupera spazi e lascia coinvolgere l’ascoltatore all’interno di un mare in tempesta, all’interno di un mondo creato per l’occasione e pieno di materia da incanalare nel tempo. Malinconia introspettiva, rabbia e azione sono gli elementi necessari per comprendere una poetica che cuce addosso l’abito migliore e Tempismo è proprio un disco che calza a pennello e che riesce a parlare di questa realtà attraverso spazi e percorsi da raggiungere. Da SVP a Resra i nostri mescolano uno strumentale al cantato per un disco impattante, meditativo, coinvolgente e a tratti etereo.


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-LIBRI ILLUSTRATI- Gek Tessaro – Il mare rubato (Lapis Edizioni)

IL MARE RUBATO - GEK TESSARO

Titolo: Il mare rubato

Autore: Gek Tessaro

Casa Editrice: Lapis Edizioni

Caratteristiche: cartonato, 29,7 x 23, 32 pp., colore

Prezzo: 14,50 €

ISBN: 9788878746770

Tutto ciò che vediamo non si può acquistare. Tutto ciò che non ci appartiene non può essere nostro di diritto. E’ una questione di principio, una questione etica e morale. Il mare rubato rappresenta in modo imprescindibile tutto questo. Partendo da una storia semplice, una fiaba che affonda le proprie radici nell’immaginario comune. Una narrazione che si fa vicenda e inevitabilmente si rapporta ai nostri giorni, a quello che proviamo e sentiamo nella nostra quotidianità.

La principessa Petunia un giorno decide di volere il mare tutto per sé. Lo vuole acquistare, lo vuole far proprio. Il re, per accontentare la figlia, manda il Gran Ciambellano da un pescatore per contrattarne il costo. Questo fatto però farà scatenare una serie di avvenimenti che porterà alla protesta i pirati, privati dello sforzo di arrembare navi ora arenate sul fondale marino. Pirati che furiosi, ma educati, riusciranno a riavere sotto le proprie imbarcazioni il sospirato mare rubato.

Gek Tessaro, autore pluripremiato e poliedrico, ci accompagna all’interno di un collage marino da isola sperduta. Un insieme di immagini sovrapposte che rendono la tridimensionalità degli eventi un fattore essenziale per comprendere il sentimento espresso all’interno di illustrazioni poetiche che si fanno flusso necessario nell’intero racconto. Un punto colorato che muta la calma apparente di un piatto specchio d’acqua in qualcosa di interiormente tumultuoso. Un immaginato che mescola i pesci privati del proprio ambiente naturale con le navi incagliate in un deserto sabbioso.

Il libro edito da Lapis Edizioni, in modo alquanto accessibile ed essenziale, parla ai piccoli e ai grandi lettori di sempre veicolando insegnamenti che non hanno confini temporali. Un libro che riesce a mescolare avventura, intraprendenza, spirito di condivisione e amore per tutto ciò che di naturale ci circonda lasciando da parte egoismi e autoreferenzialità. Una storia che nella ciclicità degli eventi mostra la natura come essenza necessaria. A ristabilire punti in comune con questa nostra realtà. A segnare, ancora una volta, con un sorriso attorno al viso, il confine unico e la parte di mondo da occupare prima che sia troppo tardi.


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Diecicento35 – Secondo me (Autoproduzione)

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Secondo album per i Diecicento35 giovane band torinese capace di coniugare poesia, stati di vivere e musica in un connubio che va oltre i preconcetti e identifica visioni e apparati all’interno di una scatola chiamata vita. Secondo me è un disco diretto che non si chiede troppo. Un album che mescola elementi del rock con quelli del pop per un risultato che risulta essere architettura pregevole tra parole e suoni in un sodalizio imprescindibile con la musica popolare italiana, ammiccando di gran lunga al radiofonico e amplificando visioni e modi di vivere attraverso costruzioni che parlano di noi. Da Bunjee Jumping passando per La fine del mondo, Polaroid, Cos’è che resta, Niente di speciale i nostri creano un ponte necessario capace di coniugare questa realtà con un futuro pieno di soddisfazioni.


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Caleido – E poi ci rido su (La Lumaca dischi)

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Dieci tracce che scivolano come bibita estiva e instaurano con l’ascoltatore un rapporto d’ascolto diretto e convincente che fa del pop un’arma vincente e sicuramente contagiosa all’interno dello scatolone moderno di questa nostra realtà. Bello davvero l’esordio dei toscani Caleido. Un disco in grado di sfiorare bellezza ad ogni canzone. Un album colorato e pieno di rimandi ai primi duemila quando i riff da sintetizzatori tarati facevano il bello e il cattivo tempo nella musica moderna. Suoni quindi che si fanno punto centrale da dove poi instaurare poesie musicali che parlano di questa nostra quotidianità. Notevole la traccia d’apertura Polaroid da lasciare in loop continuo fino al prossimo cambio radio. Profondi i singoli Miele e Chiara che parlano di rabbia e abbandono, amore e ombre di una vita a tratti al limite. E poi ci rido su non sono solo canzoni da cameretta, ma visioni necessarie per comprendere la maturità di una band completa già all’esordio.


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Alessio Arena – Atacama (Apogeo Records)

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Orizzonti lontani che si fondono e si confondono all’interno di una musica che si spinge oltre le consuetudini moderne e sa creare commistione di intenti e di pensieri attraverso suoni diversificati e stratificati. Il nuovo album di Alessio Arena è amore a prima vista nei confronti di territori lunghi un sogno intero. Territori che spaziano e convincono. Pezzi di terra, pezzi di America latina che inglobano diversificazioni e miraggi per poi atterrare, attraverso una musica magistralmente arrangiata, sopra la nostra quotidianità, sopra tutto ciò che ci circonda. Il musicista napoletano sfodera un incrocio esaltante tra world music e musica d’autore per costruzioni e architetture che sono frutto di un lavoro di cesello, di un lavoro minuzioso. Dentro ad Atacama c’è un’anima intera. Da La Orilla  fino a Maravilla il nostro, attraverso collaborazioni continue, registra e ci fa ascoltare un disco bellissimo e soprattutto privo di confini.


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