Buckingum Palace – Club (Autoproduzione)

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Club è uscire dalla modernità e dall’apatia dei gesti quotidiani, dai gesti uniformati, dalle regole imposte dalla società attraverso una musica d’insieme che colpisce grazie ad espansioni concentriche e lisergiche di forme desuete e in divenire che abbracciano le sospensioni cosmiche di una musica strumentale per attivare introspettive visioni di colori, stati d’animo e buio che ben si amalgama ed evince grazie ad una prova a tratti oscura e carica di rabbia da segnalare e vivere in vissuti quotidiani. I Buckingum Palace sono tornati con un disco di math post rock, un’energia prorompente che in sordina pian piano riaffiora dalle viscere della terra e disturba con una voce limpidissima su strati di suono, su muri da colpire a randellate incidendo ciò che di più vicino teniamo nel cuore. Club è la normalità nell’anormalità, è l’essere se stessi contro ogni moda, con carisma tramutato in sfogo, è l’esigenza incanalata e pronta ad esplodere in sfaccettature cariche di significati. 


Afar Combo – Majid (Music force/Toks Records)

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Ci sono delle sensazioni nell’aria da club d’avanguardia che riesce a far suonare sul proprio palco uno stile inconfondibile che incrocia l’energia e il movimento di un mondo intero, un suono capace di abbracciare i continenti per come li conosciamo, le Americhe, l’Asia fino ad approdare alla’Africa e i paesaggi sterminati di un jazz accogliente, vellutato, corposo e soprattutto ben suonato. Gli Afar Combo sono in quattro e fanno musica d’atmosfera, intercettando le sensazioni di un jazz sopraffino sporcandolo e contaminandolo con i viaggi e con tutto ciò che possiamo apprendere dalle nostre divagazioni, lontano dai nostri paesi, lontano dalle nostre città. Pezzi incastonati come  l’apertura Rokia, Paesaggio, Mare, la canzone che dà il nome al disco, la finale Bulga bulga sono l’esemplificazione del ritmo incarnato, del bisogno di comunicare, oltre le barriere, significati che attraverso la musica degli Afar Combo ritrovano un’umanità perduta, un posto nel mondo da occupare.