Al the coordinator – Join the coordinator (Gas Vintage Records/Lumaca Dischi)

Assaporare il canto di una terra lontana, abbracciando alberi secolari e storie di vita che si imprimono nella mente e non se ne vanno, una coesione con il passare vicino alla strada da seguire, abbandonando però il semplice cammino e inoltrandoci lungo sentieri che sanno di polvere amalgamati all’energia del tempo, del legno, un batter le mani su di una grancassa vuota di una chitarra sbilenca, il lisciare quelle stesse tavole al sole di un nuovo giorno, presto, all’alba, aspettando il tramonto per questo disco che sa di pura essenzialità esistenziale, che sa di terra americana e nel contempo di terra d’Albione, in un vortice mistico racchiuso da personaggi straordinari e quella voce a rimettere in sesto i nostri animi e le nostre aspirazioni future, per un album, il primo album di Aldo D’Orrico, in arte Al The Coordinator, a ricucire un cuore aperto, a ridare senso ad una realtà, usando la delicatezza e l’eleganza, usando la bellezza delle forme e del continuare a ricercare la purezza, seduto nel porticato di una casa abbandonata, lui solo con la sua chitarra a prendere posto nel cerchio, sotto quel porticato, tra il crescere dell’edera e i mondi nuovi da scoprire e da raccontare.

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