Slivovitz – Liver (Soundfly Records)

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Loro sono in sette vengono da Napoli e fanno della decostruzione in musica il loro cavallo di battaglia immagazzinando le molteplici sfumature che il suono d’insieme sa consegnare a chi sa ascoltarlo e intrattenendo l’ascoltatore con voli pindarici completamente analogici in un’edizione del loro primo disco live che possiamo trovare anche sotto forma di pregiato vinile pesante capace di far felice ogni estimatore di genere. I Slivovitz non hanno bisogno di molte presentazioni anzi sono i pionieri di un prog altamente sofisticato, conturbante e contaminato dal jazz e dalla world music che intreccia il mondo nord africano e arabo con melodie sopraffine capaci di inglobare, in presa diretta, le sensazioni alterne di un viaggio inarrestabile verso i confini della nostra coscienza. Nel disco è presente una rivisitazione ostinatamente importante di Negative Creep dei Nirvana che come pugno sullo stomaco ribalta le carte in tavola per dare valore maggiore ad un progetto che fa della poliedricità di fondo un punto sui cui insistere per continue e importanti aperture sonore future.

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