Fulvio Bozzetta – Metabolismo Lento (Lademoto Records)

Disco che sorprende per aspirazioni e punti di svolta, che butta a terra stile diversi e cangianti in grado di trasmettere sensazioni temporali che vanno ben oltre il nostro sentire condiviso, un album, quello di Fulvio Bozzetta, che nasce e cresce dopo numerosissimi anni di latenza, un primo lavoro a 67 anni, per ribadire che non è mai e proprio mai troppo tardi per dare alla luce un insieme di canzoni che colpiscono per maturità cantautorale che va ben oltre gli stereotipi moderni, coprendo una parabola ascendente verso il passato, quando ancora esisteva chi comunicava, attraverso la musica, un messaggio, un pensiero dando un volto a chi volto non ha.

Nella musica di Fulvio troviamo Paolo Conte, troviamo Finardi, Paoli e Fossati, troviamo quel bisogno di andare oltre le apparenze consegnando agli ascoltatori un disco che abbraccia le melodie del mondo, dal tango, al blues, passando per il rock in una costruzione contesa di energia e melodia alla ricerca di un disequilibrio che si pone proprio all’interno di questa società, dodici pezzi di amore, di morte e disillusione, dodici canzoni di così rara intensità da rimanere abbagliati.

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