Capside – Tous les hèros (Autoproduzione)

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Suoni concentrici che abbagliano e rendono l’idea di paesaggi da esplorare che inevitabilmente compaiono lungo il fiume della memoria percependo sapori, profumi e colori di una terra lontana, di una terra da imparare. I Capside, dalla Sardegna, proiettano nel loro essere al mondo un bisogno di comunicabilità che si sposta nelle esigenze di un prog rock che ricorda molto il Banco del Muto Soccorso, attingendo vitalità dagli anni d’oro della musica italiana quando ancora la tecnica si legava indissolubilmente alla poesia. Tous les hèros rimanda ad un tempo  che non c’è più e, con stile, riesce a creare melodie strumentali che ben si intersecano con la voce di Valentina Casu a rimarcare un bisogno di comunicabilità che entra, con grazia, all’interno della mente dell’ascoltatore. L’album dei Capside è un gesto d’amore verso le cose più preziose che riusciamo a percepire grazie alla forza della musica per un disco colorato che raccoglie l’esigenza di un mare in movimento, di un mare che non smette di fare il suo corso infinito. 


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