Pietro Foresti’s Compilation – Apocalypse Rock Party (VREC)

Compilation preziosa che raccoglie il frutto delle espressioni artistiche più intense dell’ultimo periodo del musicista e produttore Pietro Foresti, un insieme eterogeneo di gruppi passati sotto il suo karma produttivo e qui raccolti in una compilation edita da VREC che acquisisce valore e simultaneità con composizioni importanti di nomi già recensiti su Indiepercui, dai Down to ground, passando per Rhumornero, Labstone, Uncledog e via via fino a Endless Harmony e Odd-Rey. Un lavoro che nel complesso risulta essere ben eseguito e sovrapposto al concetto stesso di musica in sodalizi di genere che spaziano profondamente e rendono l’intero album godibile e soprattutto capace di dare un panorama convincente del tutto, quasi fosse un piccolo testamento, una fotografia di questo tempo passato.

La Rockola 1/2/3/4 – Insert Coin (Cavernicola Records)

Una grande famiglia che abbraccia l’umanità che da una parte all’altra del mondo incrocia gli sguardi e gli strumenti per creare compilation da esportare dentro a noi stessi ricreando alchimie poderose capaci di farci danzare all’infinito in un vortice senza fine, ricco di anfratti e sfumature che le diverse culture sanno apportare all’espressione massima di libertà: la musica.

Il tutto parte da un’iniziativa di CHE*SUDAKA, band formata da argentini e colombiani residenti a Barcellona che riuniscono 74 band indipendenti da 18 paesi del mondo concependo 4 compilation rappresentate da un Juke box in copertina che ci invita a inserire il nostro soldo per dare una possibilità, per rendere concepibile non solo un’idea, ma un vero e proprio progetto di vita che ci innalza e ci rende più partecipi del progetto mondo, di quel progetto a cui siamo chiamati a fare parte con giusta presenza e importanza.

Non ci resta altro che seguire le onde e le immagini che la nostra mente proietta, che la nostra mente è in grado di ricreare, seguiamo il moto ondoso della fraternità, inseriamo anche noi il nostro gettone, dando una nuova possibilità a tutto ciò che è nuovo e degno di essere scoperto.

Il link per acquistare la compilation e avere maggiori info sul progetto

https://www.facebook.com/larockolacavernicola?fref=ts&__mref=message_bubble

Sotto il cielo di Fred – Tributo a Fred Buscaglione (F.E.A., Libellula, La Stampa, Audioglobe)

Il premio Fred Buscaglione nasce a Torino, nasce per ricordare e nasce per valorizzare e sostenere la musica d’autore emergente.

Omaggiare Buscaglione è un onore dato e affidato a poche persone, le quali hanno saputo dare il proprio stile personale ad ogni pezzo interpretato con qualsivoglia capacità espressiva e intuito prettamente soggettivo che non sfigura, ma anzi dona veridicità in più ad un’opera tesa al confronto tra generazioni e stili abbandonati che pian piano vengono riscoperti.

Le raccolte non mi sono mai piaciute, ma questa è in grado di avvicinare in modo del tutto naturale persone lontane per scelta stilistica accomunate da uno spirito di solidarietà e di ammirazione verso chi in Italia si è sempre opposto ad uno stile e ad un ordine prestabilito esule da qualsivoglia forma di corrente da seguire.

Nel disco compaiono ben amalgamate forme e sostanza sviscerata e decostruita, di canzoni completamente stravolte e reinterpretate per l’occasione da chi, nel corso del tempo è stato vincitore dello stesso premio: Brunori con l’introspettiva Nel cielo dei bars, Dente romantico gatto che sospira in Guarda che luna, Benvegnù nel sodalizio ben eseguito di Love in Portofino, Bugo nella minimale Eri piccola così, passando per la meglio riuscita del disco Mi sei rimasta negli occhi cantata da Niccolò Carnesi e poi via via la caciara dello Stato Sociale con Teresa non sparare, la malinconica Sigaretta dei Perturbazione, la ritmata Noi siamo duri de Il pan del diavolo, fino a Juke Box cantata dai The sweet life society e poi le nuove leve Etruschi from Lakota e Eugenio in via i gioia con rispettivamente Porfirio Villarosa e Buonasera signorina, chiudendo in bellezza con i Venus in Furs che si contorcono saltellanti in Voglio scoprir l’America.

Un album di omaggi che guarda il mare lontano, guarda verso un’altra direzione, tra le stelle di altre galassie nell’intento di capire fino in fondo un cielo che forse è anche il nostro, un cielo azzurro che alle volte si tinge di grigio, che ha però la capacità sempre e comunque di lasciar filtrare un filo di luce.