Aleco – Il sapore della luna (Music Force)

Poppettone ben confezionato che strizza l’occhio a forma cantautorali contaminate con il parlato a raccontare elementi, sprazzi di vita, nel palcoscenico interiore che ci portiamo dentro. Torna Aleco, all’anagrafe Alessandro Carletti Orsini, con un disco che parla di questa nostra realtà imbrigliata nella quotidianità disinvolta delle piccole cose. Una quotidianità che riscopre forme autorali leggiadre che non si chiedono troppo. Cercano nella forma canzone un espediente narrativo e parlano, attraverso un amarcord emozionale, dei nostri vissuti, dei nostri attimi che non torneranno. Ricordi quindi, malinconia e nostalgia sotto forma di poesia in musica allegra andante a creare una dicotomia dolce amara che ha il profumo delle cose migliori. Un disco per l’Estate. Quelle estati però che finiscono con l’inizio d’Agosto, quelle estati da bere in un sorso e sperare non finiscano mai. Da Preludio alla luna fino a Io sono eternamente felice il nostro ci regala fotografie autorali di un tempo che vive ancora nei nostri cuori.


Aleco – L’ultima generazione felice (Music force)

L'Ultima Generazione Felice: Aleco: Amazon.it: Musica

Memorie, ricordi sul filo del rasoio a raccontare di risvolti e momenti che non torneranno più. Istantanee che alla fine sono polaroid per viaggi malinconici attraverso un cantautorato pop che sa mescolare le carte in tavola donando emozioni in simultanea cresciute attraverso l’ombra del viaggio, l’ombra di ciò che è memorabile in un sodalizio con la musica fatta non per conquistare, ma piuttosto per comunicare. L’ultima generazione felice è l’album di Alessandro Carletti Orsini, in arte Aleco. Un disco pieno di rimandi alla grande canzone del passato. Da Jannacci fino a De Gregori il nostro crea canzoni che hanno un filo conduttore. Portano con sé qualcosa che probabilmente sarà difficile da replicare e i risvolti ricreati servono per far comprendere introspezioni riflessive che osservano con occhi malinconici una stagione  d’amore lasciata oramai alle spalle. Dalla title track fino a Una panchina di montagna passando per le significative visioni di Ma che bella l’estate, Alessandro smettila, Tutti i tuoi sbagli il nostro dipinge un quadro di passione e veridicità, di fuggevole malinconia e di vibrante ricordo.