Unreal city – Frammenti Notturni (AMS Records)

Città che non esistono, città contornanti la notte velata di nero contendendosi le ultime luci del giorno per bagnare il tramonto con il fuoco della sera. La città dorme e sotto c’è nascosto qualcosa, qualcosa che non conosciamo e a cui non sappiamo dare un nome, ma rappresenta la parte più oscura di noi, la parte che da tempo sentiamo il bisogno di abbandonare, ma allo stesso modo quella parte ci attira, ci ammalia, si ciba di noi. Frammenti notturni è un concept calibrato a dovere che ripercorre senza se e senza ma il grande periodo del prog italiano, un disco quasi anacronistico ai giorni nostri, ma sicuramente così ben strutturato da apparire moderno e mai stancante, anzi si prefigge, senza sosta e ripensamenti di far da tramite e veicolo per il buio che risiede dentro di noi. Gli Unreal City intascano una prova davvero miracolosa, una prova cupa e oscura, fatta di pezzi strumentali come le due parti d’apertura che lasciano il posto ad un cantato in cui l’urbanizzazione e la potenza devastante del cemento e della sua conseguenza naturale e cioè l’alienazione, sono riferimenti e temi essenziali per comprendere la poetica intrisa di significati di questa band. Al terzo disco i nostri si proiettano lungo una circolare esemplificazione del tutto, stratificando a dovere i contenuti e imbrigliando di luce le ultime ore della notte.

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