Virgo – Virgo (Alka Record Label)

I Virgo aprono le danze con questa prova dal sapore del tutto personale, frutto di un’evoluzione sonora compressa e ben riuscita, capace di far vibrare concitazioni e speranza in sonorità stoner rock che aprono a nuove possibilità e aspirazioni, una musica che acquista maturità fin dalle prime note del singolo Danza di corteggiamento.

E’ un concept album questo, per la band vicentina, capace di fondere l’idea di distruzione in un qualcosa del tutto personale e contorto, una visione d’insieme di notevole costrutto, amplificando ciò che si vorrà ottenere per raccontare ossessioni del tempo che fu e di ciò che viviamo, uno sgretolarsi meditabondo del nostro io che si lascia alla sensualità; un’apertura eterea al graffiante che ci circonda.

Dodici tracce che parlano dei desideri più oscuri, canzoni che sono resoconti della nostra anima mortale, tralasciando l’inutilità della fisicità per puntare dritti alla sostanza, tra mirabolanti peripezie e atmosfere, da Selene a Bianca ombra fino al finale in Trasparenze a rimarcare una scelta che non c’è.

Continua il percorso di maturità dei Virgo che hanno saputo, nel corso del tempo, far proprio un genere, divincolandosi dalle etichette di facciata per seminare uno stile che può fare scuola.

Virgo – L’appuntamento (Autoproduzione)

Una discesa nell’oscurità, un salto nel buio del rock più oscuro e concitato, acclamato solo da sospiri e fuochi che si accendono illuminando grotte e anfratti sperduti, dove l’uomo può perdersi per poi ritrovarsi ad un appuntamento tanto sperato quanto poco vissuto.

I “Virgo” band vicentina ex “Papataci” regala un disco che incanala atmosfere dark che si incontrano con il rock d’atmosfera, brillando per scelte stilistiche inusuali il tutto impreziosito da una voce unica, quella di Daniele Perrino, già presente nell’ultimo album “Due” di Mario biondi, dove è interprete, ma anche autore del pezzo “Lullaby”

Le dieci tracce scivolano via in modo rapido lasciando un groviglio allucinato di impressioni da imprimere su una tela a cornice di una cena illuminata da candele.

Proprio questo è lo scopo dell’ “Appuntamento”: unire chitarre taglienti che ricordano il suono di “Estra” e “Mistonocivo” alla leggerezza di una voce soul che comprime un mondo in eterne figure oniriche.

Un disco in stato di grazia, un disco che segna una maturità inaspettata, un album da ascoltare più volte per capirne l’essenza nel cambio di stagione, dove tutto può sembrare diverso e migliore.