[email protected] – Talmbout’Dat (Overdub Recordings)

Solitamente non recensiamo lavori esteri, tranne appunto in rari casi ed eccezioni.

Come abbiamo fatto in passato per Rue Royale e il nuovo collettivo di cui è partecipe anche Thurston Moore della Gioventù Sonica, il disco che andremo a descrivere è di una band ucraina che mescola in modo egregio il nu metal, il grunge e un post funk che colpisce per internazionalità e capacità intrinseca di infondere energia come un pugno allo stomaco colpisce le strutture che ci circondano, immagazzinando rabbia e lanciandola al suolo come fosse un uragano di pioggia pronto a stagliarsi contro una città in fiamme.

La peculiarità che caratterizza questi giovani ucraini nella fattispecie è il pensiero dominante che grazie ad una teatralità non spiccata ma che fa un uso di maschere,  ripercorre l’agonia giovanile e del mondo intero, dove la società impone e il popolo non ha coscienza di decidere, non può permettersi di scegliere cosa fare, cosa è più giusto e cosa le sensazioni della vita possono dare rispetto a costrutti prestabiliti e imposti.

Un disco in stato di grazia che per assonanza ricorda i primi anni’90 e la fortuna per un certo genere e stile che abbracciava simultaneamente RATM e l’aggressività di Korn su tutti per poi passare all’evoluzione di POD e SOAD in primis tra il ricucir ferite create dal dolore post grunge.

Album stupefacente quindi, che si immola ad essere un continuo con la storia di genere, tra dirompenti cavalcate elettriche e stoppati da brividi, pensieri distruttivi con risonanze da costruttori di idee.