Ottodix – Entanglement (Discipline Records)

Ci sono i viaggi che non vorremmo finissero mai. Ci sono viaggi sopra le montagne più alte del mondo e quelli nelle profondità dei mari. Viaggi unici, irripetibili, ricchi di sostanza e condensati quanto basta per dare un senso sempre maggiore al nostro migrare, al nostro bisogno di scoprire avventurandoci in luoghi inesplorati che partono da un suono intrinseco per sfociare in bellezza da respirare. Entanglement è un’opera, questa, del già conosciuto Ottodix, musicista poliedrico che riesce a spaziare con una certa facilità tra generi atmosferici imbrigliando un trait d’union emozionale che divampa canzone dopo canzone in un abisso da Jules Verne che tende le mani all’infinito e oltre con consapevolezza e tanta classe ed eleganza. Il nostro, da grande esploratore, non trova rifugi sicuri, ma piuttosto si inerpica attraverso panorami inesplorati. Lo fa con sicurezza, registrando un disco attuale e coscienziosamente impegnato. Un album corale che porta con sé l’amore infinito nei confronti di questa nostra terra per uno scenario imprescindibile di questi e altri giorni.


Ottodix – Micromega (Discipline Records)

Il poliedrico artista trevisano Alessandro Zannier, in arte Ottodix, confeziona un disco davvero notevole e nel contempo mutevole, dove l’elettronica di fondo è materia esistenziale per dare un senso ad una serie di architetture cosmiche che si rivolgono in modo sostanziale al mondo della fisica, della matematica, della scienza, in uno sviluppo pragmatico e che passo dopo passo ci porta ad incontrare un mondo dove l’uomo è in costante sviluppo con la macchina, uno sviluppo lontano dalla religione e dalla superstizione, ma piuttosto una continua evoluzione nei confronti del futuro e della ricerca. Flavio Ferri, ex DeltaV è materia portante per lo sviluppo di questo disco e i suoni pop siderali mescolati all’elettrosinfonia in evoluzione ci portano lungo il perimetro attualmente invalicabile tra ciò che è stato e quello che verrà, non risparmiando quell’essenza nel ricercare nei viaggi verso una luce inesplorata, un concetto ben evidenziato nella cover del disco: installazione – opera dello stesso Zannier che permette di approfondire visivamente le tematiche affrontate nelle canzoni stesse. Quello che ne esce è un album criptico e quasi oscuro, tra la filosofia e la meccanica, tra il virtuale e il tangibile in un sali scendi ricreato ad arte che non passa di certo inosservato.