Statale 35 – ES (Autoproduzione)

Un concentrato di rock alternativo targato ’90 si staglia sull’orizzonte della Statale 35, posto dove il tutto si può trasformare in possibilità o annichilimento, in capacità espressiva o pura e semplice apatia verso un grigiore sostanziale di fondo che non da tregua, che non concede un attimo di respiro, che non lascia la parte migliore di noi ad un nuovo e nutriente respiro, prima incatenato, ora libero.

Gli Statale 35 confezionano un Ep di storie, 5 canzoni che si dipanano egregiamente tra Marlene Kuntz del loro periodo centrale, passando per Afterhours e un cantato Verdeniano che sale sale su fino a comprimersi, contorcersi e vivere in un’estasi di affronto, alla nostra natura in lotta con le difficoltà quotidiane.

Un disco ben suonato e un gran bel biglietto da visita che guarda l’oltreoceano e l’oltremanica per un suono di Pixies e primi Radiohead, quelli di Pablo Honey per intenderci, che si fanno portavoce di un disagio nel vivere e nel poter costruire un qualcosa che forse non vedrà mai la luce.

Soltanto un gesto e niente più, una manciata di canzoni che si fanno ascoltare, tra architetture lisergiche e gusto sopraffino.

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