Rubbish Factory – The sun (Modern Life)

Canzoni che si ascoltano tutte d’un fiato.

Energia viscerale che ti prende la pancia e regala continui riempimenti d’amore verso la musica targata ’70 incrociata con il miglior garage rock da extrasistole ultraterrene, cadenzato da una batteria ben impostata e una chitarra altrettanto energica quanto fuzzeggiante che ricorda QOTSA e a tratti i Verdena di “Solo un grande sasso”.

Una prova che ha del particolare in questo duo cupo e amalgamato che regala spunti di oscurità dove poter affogare dolcemente.

Un ritorno quindi all’essenzialità virata dalla capacità di snocciolare pezzi orecchiabili seppur mantenendo un certo ordine e una certa linearità.

11 pezzi gridati che non risparmiano virate di colore toccando ambienti grunge con una facilità disarmante “Wires” ne è l’esempio, si può ancora sentire la voce di Laney Staley in tutto questo.

Un duo che va dritto al punto, che si divincola con una proposta non di certo innovativa, ma ricca di fascino e facilmente  esportabile.

Un merito quindi per aver donato una nuova interpretazione di genere cavalcando sentieri già battuti si, ma allo stesso tempo lontani dalla spazzatura musicale di tutti i giorni.

 

 

Info su indiepercui

Una rivista come tante altre...anche se qui ci si mette il cuore. Recensisco i Vostri Lavori. Ascolto tutto, ma gran poco ska, reggae, hip hop metal e derivati. Si predilige il folk, la musica lo-fi, il rock alternativo e tutti quello che ci gira attorno. *** Dal 2016 è aperta, inoltre, una SEZIONE FUMETTI e LIBRI ILLUSTRATI con il meglio delle proposte italiane e internazionali in collaborazione con case editrici attente al mondo in cambiamento. Contatti [email protected] RECENSISCO SOLO MATERIALE FISICO. L'indirizzo di spedizione verrà comunicato dopo contatto mail.
Questa voce è stata pubblicata in Alternative Rock e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.