Plastic Light Factory – Hype (Autoproduzione)

Rock and roll sbarazzino che si scontra con la quotidianità senza chiedersi troppo, per un suono che fa muovere il culo e sorprende degnamente intrecciando riff chitarristici e astute trovate per generare un’apertura graffiante e tagliente, tra i glitter sprigionati e la fantasia ribelle che incontra Miss Chain & the Broken Heels e l’uso delle tastiere; complice di tutto questo anche un basso ben sincopato, dal ritmo deciso e serrato, scuotimenti da pista quindi per i Plastic Light Factory, band mantovana rumorosamente attiva tra il rock psicotico e lo shoegaze, per brani messi in evidenza da un collettivo che vuole occupare l’idea di arte a trecentosessanta gradi, una crisalide che prima o poi esploderà e in parte così tanta bellezza la possiamo percepire in queste cinque canzoni nate di getto, tra la bellissima iniziale Colour of the morning trasportatrice di viaggi lisergici fino a Jakiteko, espressione massima di un coinvolgimento senza limiti, ancora una volta in grado di dimostrare che la musica si staglia ben oltre le apparenze e regala, come in questo caso, una soddisfazione personale di stampo sessantottino.

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Una rivista come tante altre...anche se qui ci si mette il cuore. Recensisco i Vostri Lavori. Ascolto tutto, ma gran poco ska, reggae, hip hop metal e derivati. Si predilige il folk, la musica lo-fi, il rock alternativo e tutti quello che ci gira attorno. *** Dal 2016 è aperta, inoltre, una SEZIONE FUMETTI e LIBRI ILLUSTRATI con il meglio delle proposte italiane e internazionali in collaborazione con case editrici attente al mondo in cambiamento. Contatti [email protected] RECENSISCO SOLO MATERIALE FISICO. L'indirizzo di spedizione verrà comunicato dopo contatto mail.
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