Onorato – Quantum (Lilium Produzioni/La Mantide Edizioni Musicali)

Pezzo di vita che abbraccia con stupore la grandezza dell’universo nelle sue introspezioni più nascoste, quasi solenni e abbaglianti in uno scorrere di verità ed esigenze che si sposa con i desideri più reconditi, i parallelismi le vicissitudini della nostra anima a ristabilire un’omogeneità di fondo che fa scuola. Il quinto disco di Giancarlo Onorato coadiuvato da Marco Giuradei è uno sprofondare all’interno di paure e temi attuali dove una maturità di fondo ingabbiata dal tempo riesce a stupire per concretezza e bellezza fatta umanità, per un album oscuro che parla alla notte e dalla stessa notte estrapola quel desiderio di comunione con un colore, con uno stato d’animo, con la parvenza di essere ancora umani tra gli umani. Le belle cose apre il disco, Il passaggio lo chiude. Moti ondosi nel mezzo del viaggio tra le bellissime Niente di te, Primavera di Praga, Senza gravità per un disco che è un concentrato di parallelismi nel giorno che ci guarda, in questo e altri universi, nel profondo di ciò che abbiamo scordato di avere.

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Effepunto – Coccodrilli (LaBellaScheggia)

album Coccodrilli - Effe punto

Confusione allo stato larvale per comprendere in anticipo la propria morte attraverso un cantautorato sghembo a tratti rilassato che pervade l’intera produzione di rimandi ad una scena quasi beat e psichedelica per un concept album che raccoglie idee prima della fine di questo tempo. Fatti quotidiani si alternano ad emozioni e stati d’animo che incupisco e nel contempo si fanno portatori di colori vivaci e leggeri, quasi prendendo poco sul serio discorsi così importanti che non troveranno mai una risposta. Effepunto, già con Ministri dal 2009 al 2013 ci prova con un concept d’altri tempi, rocambolesco per certi versi, dove il filo della matassa si percepisce nell’intero ascolto di queste sedici tracce verbose e suonate per l’occasione anche da Gianluca Gambini, Jacopo Tarantino, Federico Dragogna, Andrea Sologni. Coccodrilli è un concentrato onirico di sogni e paure, di fallimenti e speranze, di tutto quello che abbiamo in testa, ma che non riusciamo a dire nell’insieme di gesti e parole che caratterizzano il nostro vivere di ogni giorno.

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EGON – 100000 km di vene (Mizar Elektric Waves)

album 100000 km di vene - Egon

Sangue che esplode e scorre nelle vene, si fa carico degli anfratti che ogni giorno intessiamo e viviamo e sprofonda al suolo per dare alla luce sempre nuove atmosfere che si intrecciano e confondono, interrompono gli animi e si fanno portatori di un desiderio avvolgente di bellezza e oscurità celata, ma sempre presente e costruibile fino alla fine dei nostri giorni. 100000 km di vene è l’esasperazione della carne e dei sentimenti, un sentire che abbraccia gli Smiths con i suoni newyorkesi degli Interpol ad insegnare che il tempo passato è tempo perso e che siamo noi l’unica sostanza per giorni migliori, per giorni diversi. Chitarre in riff arpeggiati si espandono e convincono, piccole incursioni cantate in inglese poi danno una varietà profonda alla proposta e annientano l’inutilità del momento con pezzi che si fanno simbolo e singolo come Invisibile. Gli Egon continuano il loro percorso tra luce e oscurità emozionando a dismisura con una maturità per sempre raggiungibile e mai sazia di ottenere nuove soddisfazioni da qui al futuro.

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– LIBRI ILLUSTRATI- Ninamasina – Questa notte ha nevicato (Topipittori)

Titolo: Questa notte ha nevicato

Autore: Ninamasina

Casa Editrice: Topipittori

Caratteristiche: pagine 64, cartonato, colori

Prezzo: 18€

ISBN: 9788898523788

 

Neve a ricoprire strade urbane immerse nel silenzio più totale, una passeggiata nel bianco che abbaglia  e acceca e inevitabilmente fa da contrasto imperterrito al vuoto grigiore intorno dando parvenza di sensibilità caduta sulla terra, scesa a confortare, rincuorare, a risplendere di luce propria in un giorno che tarda ad arrivare, in un giorno dove tutto può ancora succedere. La trasmissione di sensazioni e stati d’animo chiari e vividi come il più bel ricordo dell’infanzia riesce a trasmetterlo Anna Masini in questo libro che si tinge di purezza e associa un’avventura tra la città, qualsiasi città con la scoperta e la bellezza di un qualcosa che non sempre accade, ma che riempie i cuori, soprattutto quelli dei bambini, di uno stato d’animo contornato dallo stupore e da quella sensazione che tutto può succedere nel silenzio della vita.

Questa notte ha nevicato racconta attraverso immagini fotografiche, coadiuvate da piccoli interventi disegnati a matita, di un giorno qualunque caratterizzato però dalla discesa della neve ad avvolgere il mondo che conosciamo, ad avvolgere quel nostro essere curiosi di vivere un’avventura che vede per protagonista una bambina alle prese con il tragitto che la porta a scuola, tra le impronte sul bianco degli animali fino ad inquadrature di veicoli fermi nell’immobilità del momento. Un cerchio di bellezza quindi che associa atmosfere di anni passati con colori disegnati e moderni, vivi, quasi ad uscire dalle pagine focalizzandosi nella mente del lettore attento e incentrando il tutto su di una malinconia profonda che fa presa e si stampa laddove i nostri ricordi sembrano ritrovare la strada verso casa.

Calore dunque nel fioccare attimi di vita, pensieri, brevi frasi che contornano una sorta di cut up soffice e leggero, la sensibilità è tutta qui nel trovare dei punti di contatto con le trasparenze e con i bianchi, con i colori appena accennati a far da atmosfera custodendo un segreto che ha valore solo per chi si sente importante, per chi vuole conoscere e meravigliarsi ancora una volta, nella quiete che accarezza e tranquillizza, calma e rasserena.

Automobili ferme nell’assenza di rumori e noi ad osservare passaggi di esseri viventi che rincorrono le evidenze nel colore sceso a terra, immagini nitide a tratti che riempiono gli alberi e i prati di quella che potevamo chiamare città e che ora si materializza nella sua essenza più importante, l’essenza della natura che trasforma, l’essenza di quel nuovo risveglio purificante che vorremmo percepire ogni singola mattina.

Per info e per acquistare il libro:

http://www.topipittori.it/it/catalogo/questa-notte-ha-nevicato

 

 

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Psicantria – Neuropsicantria infantile (LaMeridiana)

Unire impegno e leggerezza non è sempre facile, unire un grande tema come quello dei disturbi e dei problemi legati al mondo infantile e dei bambini con la musica ha un che di anacronistico, fuori dal tempo, quando ancora la canzone era veicolo per messaggi importanti e dove la finalità culturale del tutto risiedeva in ciò che anche i nostri genitori ascoltavano per radio. I tempi sono cambiati, i vari De André, Gaber per citarne alcuni non esistono più e i ricordi di quegli anni si fanno vividi più che mai nella mente di chi ha imparato a lottare grazie alla musica, di chi ha sperato e forse spera che il messaggio musicale possa ancora smuovere masse e accarezzare il brivido dell’utilità non fine a se stessa. Da educatore ascoltare un disco come quello della Neuropsicantria infantile mi fa sgranare gli occhi e aprire bene le orecchie. In questo trattato ironico sono presenti in forma canzone avventure immagino in parte autobiografiche dove il tema principale riguarda i disturbi legati alla crescita dei più piccoli il tutto suonato con un folk sbarazzino alternato a parti più meditative in grado di colpire per profondità, coerenza e fedeltà ad un qualcosa che non tutti conoscono, ma che dovrebbe acquisire il giusto senso in questi giorni sempre più malati. Neuropsicantria infantile raccoglie diciassette pezzi che ci riguardano da vicino, molto da vicino, sottraendo tempo all’inutilità e dando finalmente e nuovamente una funzione salvifica e importante alla parola canzone.

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Unoauno – Cronache Carsiche (Ribéss Records)

album Cronache Carsiche - unoauno

Ti trafiggono, ti pungono, entrano in simultaneità con le radici da dove provieni, si innestano nel territorio e attraverso depressioni scivolano per poi riaffiorare, esplodendo a dismisura proprio quando meno te lo aspetti. Giovani, giovanissimi poco più che ventenni registrano un disco scarno e viscerale, profondo nel suo insieme che rimanda inequivocabilmente ad una scena mistica e troppo presto dimenticata in nome del pop edulcorato del momento. La musica dei Unoauno estrae capacità dal cilindro pezzo dopo pezzo e le divagazioni non prendono di certo vita perché la forma e la sostanza sono sempre in bilico e comunque a braccetto con una musica di qualità, una musica intima come una liturgia, chiaro e nitido specchio di questi giorni che apre le mascelle e custodisce al proprio interno la saliva per queste e altre proteste, per queste e altre piccole gioie quotidiane. Unoauno è il distacco totale con l’esistenza piatta e uniformante dove spiriti affini come CCCP o Massimo Volume fanno da contraltare al post-punk di Gaznevada, ma i riferimenti non sono così importanti, agli Unoauno va di certo il merito di aver dato costruzioni mentali e strumentali al proprio vivere e nel contempo di aver abbandonato la realtà, andando oltre l’intrattenimento e sedimentando pensieri e speranze nel profondo della terra da dove tutto proviene.

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Lingue sciolte – Neve (ALTI Records)

Parole legate all’attualità che imprimono un cantautorato acerbo pronto a divincolarsi lungo gli anfratti della società raccontando spaccati di vita vissuta, normalità sottintesa stonata e gridata, sussurrata e implicitamente convinta nel dare forma e sostanza alle occasioni perse, quelle dei rimpianti. Le Lingue sciolte non si preoccupano molto del patinato risultato finale anzi privilegiano l’immediatezza e la cura poetica che ricorda Rino Gaetano e Ivan Graziani e che si evince in testi grondanti sudore che riescono a parlare vicino all’occhio dell’ascoltatore, testi che si sciolgono da Beatrice fino a Mi piaci solo d’Estate passando per il citazionismo di Woody Allen e la bella e riuscita Solo di te. Neve è un disco che parla schiettamente e direttamente al nostro vivere quotidiano attraverso graffianti energie che partono sempre o quasi in solitaria e via via aprono ad incursioni elettriche che ne esemplificano disagio, sogni e avventure sperate. Un album pieno di realtà da annusare e sperimentare, dai palchi fino alle strade, dalla tempesta di ogni giorno fino a sfiorare la terra che è illusione e speranza, sapore per un tempo migliore.

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We are the bears – Tales from the ocean (Bulbart Label)

I sogni sono fatti di sostanze intangibili che possiamo solo immaginare ad occhi spenti in un continuo cercare destinazioni e conforto, visioni di un tempo lontano e paure che si dileguano alla vista delle nuvole di vapore. Ascoltare il disco dei We are the bears ci porta all’interno di mondi lontanissimi dove l’etere imprigiona e le atmosfere si fanno dilatate e convinte in un’estasi quasi mistica dove gli ascoltatori cercatori sono alle prese con considerazioni che vanno oltre la normalità della musica e non hanno paura di schierarsi convincendo  a dismisura grazie ad un approccio atmosferico in grado di rivelare parti nascoste, profonde, soprannaturali. Tales from the ocean è un grande racconto che porta con sé una propria armonia di fondo, parole sussurrate e ricche di fascino che assottigliano il confine con il mondo onirico e ci permettono di vedere un divenire sottosopra che ben si apre e convince già dal singolo Pompei, passando per pezzoni come Lights out, Feeling Blue o la finale Flamingo’s Lips. I We are the bears registrano una prova spiazzante e nel contempo piena di maturità artistica, una prova circolare e omogenea che fa della ricerca un punto di partenza imprescindibile per sempre nuove scoperte.

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The heart and the void – The loneliest of wars (leOfficine)

The heart and the Void lo conosco bene, è passato di qui con le prime autoproduzioni, i primi EP e finalmente è arrivato al momento del grande salto con un disco completo, intenso, sincero e vissuto. L’artista sardo è un concentrato di parole e bellezza da ammirare affacciati al fiume della vita che ingloba e nel contempo sussurra parole d’amore e di speranza, un cantautore di certo talentuoso che dopo aver girato di gran lunga la penisola è riuscito ad imbastire un album completo ben ponderato e calibrato che raccoglie l’eredità del passato e centrifuga un desiderio innato nel mescolare il sempre citato The tallest man on earth, passando per Iron & Wine, An Harbor senza dimenticare i grandi che hanno fatto la storia della musica d’autore come Dylan o Nick Drake. Attraverso dieci pezzi il nostro raccoglie una pittura velata da una leggera tristezza e malinconia, un’introspezione profonda tipica dei poeti della terra d’Albione, un mix di emozioni struggenti che possiamo scegliere se far scivolare lungo l’ascolto dell’intera produzione oppure, come consiglio, prenderle e portarle nel posto che abbiamo più vicino al cuore, là dove tutto nasce e tutto muore. The heart and the void si conferma essere una delle voci più rappresentative del folk italico, un cantautore da seguire negli anfratti della nostra penisola, dalla pianura alla città, dai mari fino alle montagne imponenti e lontane.

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Han – The Children (Freecom/Factory Flaws)

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Stanze dentro a stanze pieni di rimandi enciclopedici ad un alternative elettronico e sospeso, affilato nel dream pop e nel trip hop in un sostenere una voce sublime nell’ entrare nelle viscere del nostro essere persone quanto tali affermandosi in un bisogno di raccontarsi attraverso pezzi che narrano e si fanno svolta. Han ci regala un esordio importante, quattro canzoni che possono essere anche quattro singoli con le corrispettive versioni riadattate da artisti come i padovani Klune o dal progetto elettronico Safe Shelter, senza tralasciare The Children rivisitata da Daykoda e 1986 da dj Kharfi con il fiorentino Greg Haway. La nostra giovanissima autrice ingabbia le inquietudini di un’età attraverso un’eterea visione d’insieme che ricorda le peripezie di Francesca Amati con gli Amycanbe o gli internazionali Lali Puna dipingendo stanze e affreschi che si fanno narrazione preponderante nel frastuono di ogni giorno, incasellando singolarmente i suoni distinti nitidi e necessari alla costruzione di queste architetture in divenire, quasi mistiche e di certo eleganti nella loro complessità. Bellezze che escono e si consegnano quindi, perle in quantità ridotta da riascoltare in modo ipnotico più volte attentamente.

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