Yamabushee – Music for lonely souls (Phony Art Records)

Dado Penta, in arte Yamabushee, confeziona un progetto su misura che incalza fin dalle prime battute e ci trasporta in una realtà cinematografica avvolta dal mistero e dalla suspense, dalle collisioni sonore tra generi assai diversi e dalla moltitudine essenziale di vita che viene sprigionata in questa musica per anime solitarie. Pezzi dove il suono corposo ed analitico è influenzato dal post, dal noise e anche dal jazz si aprono ad orizzonti decostruiti per l’occasione che non passano di certo inosservati e tentano di scardinare in modo ambizioso quel senso di già sentito per dare vita ad un concept album fatto di storie e suoni, profumi lontani e realtà che avanza ed opprime, il tutto in un’unica compressione mescolante suoni ed idee. Ascoltare Yamabushee è come essere dentro ad un film di David Lynch, Dada Penta ce lo ricorderà con l’omaggio di In Heaven tratta da Eraserhead. Un album che può essere un film in dissolvenza pieno di scatole da aprire e da richiudere, dove il vero senso, il vero costrutto è nascosto in profondità e dove i numerosi ascolti ad un certo punto lasceranno posto ad un viaggio onirico senza fine.

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-LIBRI ILLUSTRATI- Mirco Zilio/Giacomo Agnello Modica – A piede libero (Uovonero)

Titolo: A piede libero

Autori: Mirco Zilio/Giacomo Agnello Modica

Casa Editrice: Uovonero

Caratteristiche: pag. 32, colori.

Prezzo: 15,00 €

ISBN: 9788896918494

 

 

Il viaggio identitario e surreale intrapreso per conoscere il mondo attraverso gli occhi di un bambino? No attraverso i primi piani e le inquadrature di un piede. Si avete capito bene A piede libero è un illustrato che racconta le vicende magrittiane di un piede sinistro che decide di abbandonare il proprio simile, il piede destro e dedicarsi alla scoperta del globo seguendo l’istinto, seguendo il suo essere, se di essere possiamo parlare, partecipando a quel qualcosa che chiamiamo vita in solitaria, progredendo, inciampando, ma soprattutto crescendo attraverso le esperienze.

Il libro edito da Uovonero racconta una straordinaria vicenda che coinvolge la parte più estrema del nostro corpo, un’avventura fantasiosa e a tratti onirica inglobante e portatrice di messaggi universali legati ora più che mai all’attualità, in maniera però velata, sottile, delicata, dove ciò che riteniamo reale si materializza attraverso le coperte del nostro io parlando ai bambini e nel contempo agli adulti con frasi semplici, ma riflesse nella vita di tutti i giorni. Un racconto capace di incamerare un desiderio di libertà profonda pronto a spiccare il volo fin dalle prime pagine in una consequenzialità degli eventi irrefrenabile e di per sé anche un po’ magica.

A piede libero parla il linguaggio del nostro corpo e delle nostre scelte, racconta di emancipazione e sfida, parla di due mondi opposti che inevitabilmente devono decidere da che parte stare, decidere quali sogni inseguire ed è proprio qui dal sogno che l’intera opera prende spunto per dare vita ad un racconto di formazione scritto da Mirco Zilio, proveniente dal mondo del fumetto e disegnato da Giacomo Agnello Modica, giovanissimo illustratore; una coppia davvero eccezionale nel rendere appieno i significati del volume stesso attraverso stili e contemporaneità uniche.

Il risultato finale sono pagine che si fanno ricordare per originalità e capacità di osare sottolineando l’importanza delle scelte individuali e delle barriere da abbattere per ritrovare una soggettività che appartiene a tutti e che proprio in questo libro si racconta e ci fa comprendere come le infinite possibilità sono da base essenziale per levare l’ancora della diversità e calare il proprio pensiero oltre forme precostituite. Un’ottica di condivisione quindi e anche di speranza dove il sentirsi leggeri è meta di un cammino che ripagherà solo coloro che decideranno di partire.

Per info e per acquistare il libro:

http://www.uovonero.com/s/index.php?option=com_content&view=article&id=554:a-piede-libero&catid=35:i-geodi&Itemid=53

 

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Uscitanord – Il sogno occidentale (I Cuochi Music)

Dopo quattro anni di distanza dall’album Non aspettare ecco il ritorno degli Uscitanord, band abruzzese che da venti anni calca la scena del rock d’autore italiano con sperimentazioni leggere e sfiorate in bilico tra orecchiabilità in attimi e fraseggi di introspezione velata in grado di raccontare lo specchio di un’Italia e di un mondo occidentale che esiste e ci ingloba, ci consuma e annienta tra gli oppiacei del benessere e un mondo in decostruzione. A livello musicale il suono è contaminato da elementi jazz, elettronica mai sospinta e quella base di pop rock che seduce e conduce in qualche modo ad un tempo passato, a quel cantautorato fine ’70 e inizi ’80 che ricercava nella sperimentazione una nuova esigenza ed uno sbocco in evoluzione. Ballata moderna è un pezzo simbolo dell’intero disco, passando per L’eleganza della sposa o pezzi come La bugia, la verità e la bellissima title track nel finale fanno de Il sogno occidentale un disco che sa osare restando in parte nell’ordinario, un album che comunica e porta alla mente immagini di un mondo ancora da conquistare.

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Matteo Bennici – Solum (Attraverso)

Paesaggi solitari espressi da fraseggi e melodie al violoncello che si amalgamano nella tela fitta e intricata di un progetto in solitudine e in divenire che si staglia all’orizzonte grazie ad atmosfere ricercate e alquanto inusuali da percepire con uno strumento classico e soprattutto implementate dall’uso di campionamenti, loop ed elettronica in dissolvenza che lascia al respiro l’ultima parola, lascia spaziare l’intelletto verso confini oltremodo immaginifici e a tratti onirici. Matteo Bennici, nella sua prima prova solista, riesce ad unire tutte le potenzialità che porta con sé: capacità espresse nel corso del tempo, attraverso esperienze con band live come Le luci della centrale elettrica, Il teatro degli orrori, produzioni di colonne sonore, improvvisazione; una potenza di fondo che va ben oltre il percepibile e il narrabile. Ne esce un disco che parla di ipotetici futuri e di temerarietà senza fine, un album che si racconta attraverso l’introspezione di questo importante musicista e che non smette di stupire grazie ad un uso in parte innovativo che fa del proprio strumento, un’arte per l’arte che è essa stessa veicolo per l’attimo appena trascorso.

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-LIBRI ILLUSTRATI- Yael Frankel – Un buco (Kite Edizioni)

Un buco

 

Titolo: Un buco

Autori: Yael Frankel

Casa Editrice: Kite Edizioni

Caratteristiche: pag. 32, 17×24 cm., colori

Prezzo: 14,00 €

ISBN: 9788867450787

 

 

L’incomprensibile potenza di ciò che ci portiamo dentro non può essere compresa dal mondo esterno, non può essere lontanamente annusata, vissuta e inglobata, non può essere perché la comprendiamo soltanto noi. Le esperienze della vita e le tragicità dei momenti ci pongono davanti questioni da risolvere e soprattutto grandi dilemmi da affrontare che nell’assenza di quel qualcosa che ci manca trovano forse risposta esaustiva in un cercare infinito e ineluttabile, ma anche ineludibile. La vita che ci accarezza può essere un buco profondo, una voragine che si svuota e che si riempie seguendo il corso del nostro peregrinare terreno nella retorica della felicità delle piccole cose.

Un buco dentro di noi resta sempre un buco, lo puoi riempire di ciò che vuoi ma l’intorno che copre l’intero è comunque fatto di due essenze distinte che ritrovano forse perdutamente un appiglio a cui stringere mani e denti per sopravvivere. Alla fine ci si deve convivere, alla fine il risultato risiede nella matassa del nostro cuore, nel vivere il mezzo e nell’attuare stratagemmi per alleviare una ferita sempre aperta, un’intimità da scoprire e che forse, come pagina di un libro ha bisogno di essere girata e capovolta per vedere il tutto da un’altra prospettiva, senza mai dimenticare.

Con coraggio Kite Edizioni parla di solitudine e di vuoti da colmare pubblicando l’opera di Yael Frankel, illustratrice argentina e ideatrice di un volume d’autore composito e sperimentale che si avvale di collage e cut up emozionali sospinti a ricreare, in primis attraverso la scelta di colori neutrali, sensazioni di universalità da adoperare nella soggettività di fondo che ci caratterizza, nella nostra fragilità, rendendoci unici e dispensando, soprattutto nel finale, un bisogno di ritrovare quel qualcosa di perduto, rielaborandolo e custodendolo come fosse una resurrezione dal dolore che ci svuota e che ci riempie.

Un libro per i bambini della scuola primaria, ma non solo, un testo che si può tranquillamente leggere e percepire a qualsiasi età, tanti sono gli spunti di riflessione e tante sono le domande a cui dare risposta. Tra la profondità del buio e l’intensità della luce Yael Frankel trova ispirazione per parlare di ciò che tante volte nascondiamo ai nostri occhi e alla nostra coscienza esorcizzando momenti che come fiume in piena tornano poi a ricoprirci di vita. L’autrice ci insegna solo ad essere pronti, ci insegna a non aver paura e a procedere dando misura di ciò che ci manca, attenuando via via quell’assenza e colmando i vuoti con tutto quello che ci resta da vivere.

Per info e per acquistare il libro:

http://www.kiteedizioni.it/it/libri/illustrati/view/510:un-buco

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Carlo Mazzoli – Avalanche Blues (Autoproduzione)

Disco d’esordio in solitaria che accarezza il vento e la brezza marina per ricondurre cascate di parole ad una forma essenziale, quasi primordiale, cogliendo sfumature e aspetti di vita intersecati ad ogni mirata latitudine. Carlo Mazzoli dopo l’esperienza con i Dead Bouquet e dei Rubacava Sessions ci regala un disco malinconico caratterizzato da accenni di sorpassi graffianti che rendono l’album apprezzabile sotto molti punti di vista. C’è il passato del primo Springsteen e dei cantautori che hanno fatto la storia della musica come Dylan e Cohen e c’è un piglio di modernità sfiorata con stile e rimandi a Rufus Wainwright e movimento in dissoluzione nelle canzoni più energiche di band come REM e Counting Crows concedendo all’ascoltatore spazi di pensiero in un disco ben amalgamato che come fiume in piena ci trasporta attraverso il suo significato più profondo. Dall’apertura di Avalanche Blues fino a On the horizons e passando per quella Steel rails blues firmata dal cantautore country canadese Gordon Lightfoot il nostro Carlo Mazzoli ci consegna un prova che porta con sé un leggero sapore di polvere e sedie a dondolo, verande di legno e solitari pensieri che si aprono all’orizzonte.

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-LIBRI ILLUSTRATI- Roberta Angeletti – Chi se la fila? (Uovonero)

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Titolo: Chi se la fila?

Autori: Roberta Angeletti

Casa Editrice: Uovonero

Caratteristiche: pag. 28, 28×24,5 cm.

Prezzo: 15,00 €

ISBN: 9788896918326

Vivere è una corsa vorticosa tra le stanze della nostra anima, dove tutti portano con sé un ruolo predefinito e ordinato, a seconda delle età, un ordine però che in poco tempo è in grado di destabilizzarsi proprio quando i rapporti tra le persone moltiplicano, quando la gente si incontra e si scontra e inesorabile continua a correre cercando di assaggiare quell’idea di vita che come alito di vento accarezza e non lascia fuggire anzi è essa stessa moto perpetuo che ci rende partecipi di un qualcosa di più grande, da sperimentare giorno dopo giorno.

Sono i legami quelli che valgono, sono i fili rossi che ci collegano l’uno all’altro, ma se tutti continuiamo a correre senza mai fermarci quale sarà la nostra possibilità di incontrarci e poter sperimentare e dimostrare l’amore che portiamo con noi? Questo è un libro raffinato perché sui più piani di lettura proposti si parla di fragilità nei rapporti, della fatica esistente e necessaria per rincorrersi, parlare, spiegarsi e poi ritrovare ciò che abbiamo perduto o lasciato lontano. Noi tutti corriamo giorno dopo giorno senza dare un significato a ciò che ci portiamo dentro, valorizzando piuttosto la concezione materiale del tutto e tralasciando sentimenti ed emozioni intese come unico motore in grado di farci esistere.

Emozioni e sentimenti si respirano in questa ottima prova edita da Uovonero, una piccola opera cartonata illustrata da Roberta Angeletti, un silent book, un libro senza parole che ci accompagna nella meraviglia di immagini a matita di grande formato, capaci di riempire l’intera pagina e narrando, con bellissimi colori, la vicenda concatenata di una nonna che fila un maglione, il filo che collega quindi tutte le vicende presenti nell’intera storia, un maglione da donare che innescherà una serie di peripezie capaci di far sorridere i bambini di ogni età, ma che saranno anche in grado di consegnare al lettore uno sguardo attento sul nostro mondo domestico, sul mondo che ci appartiene.

Silenzioso quindi e nel contempo leggero Chi se la fila? ci racconta da vicino e sa scavare in profondità analizzando la realtà che ci circonda, lo fa con occhio lucido, lo fa con ironia senza tralasciare il bisogno di farsi comprendere e attraverso la moltitudine di colori presenti sa innescare un vortice di esigenze che sono l’esemplificazione della vita moderna: si corre senza chiedersi perché, si corre pensando di far felici gli altri, ma nel profondo, quello che conta è forse fermarsi, guardare con gli occhi, ascoltare con il cuore.

Per info e per acquistare il libro:

http://www.uovonero.com/s/index.php?option=com_content&view=article&id=543:chi-se-la-fila&catid=35:i-geodi&Itemid=53

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Jacques & The Eyerules – Get Ready (Autoproduzione)

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Li senti da lontano i suoni del passato che come calda coperta ti rassicurano e ti coprono nel freddo invernale, suoni avvolgenti quindi che attingono direttamente la propria forza nella potenza del blues sopraffino e nell’elegante commistione di un rock adulto sporcato da un cantautorato essenziale e vibrante attesa. Nel terzo album di Jacques Pedretti continua la ricerca sonora che crea ponti con la musica di un tempo andato, ma proiettata inesorabilmente nel presente, da Hendrix fino a Ben Harper passando per le atmosfere dei Cousteau in un andirivieni che ha il sapore del sudore e dei palchi, del suono che esce attraversato da jam session di potenza espressa da quello stesso power trio finlandese che cuce su misura l’abito/canzone che lo stesso frontman vuole realizzare. Il risultato è un disco davvero ben congegnato dove gli ingranaggi della vita entrano in contatto con quelli della musica creando vibranti aspettative promosse a pieno titolo nel susseguirsi delle nove tracce che aprono con All about love e culminano nel finale con For you a legare indissolubilmente amore e radici profonde nei confronti di quel qualcosa di incomprensibile che portiamo dentro di noi.

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A total wall – Delivery (Autoproduzione)

Potenza di fuoco che si staglia negli anfratti abissali che contengono, corrodono ed esplodono consegnando una prova caustica come la soda, corrosiva e lampante che rende ancora più vicina la discesa verso gli abissi, verso un mondo lacerato e squarciato, in costante ricerca di una luce da seguire. Sono tornati gli A total wall, sono tornati concentrando un suono pesante metal al djent dei precursori Periphery implodendo risultati in un muro di suono totale che stupisce per brutalità raccolta e concetti mai lasciati al caso, ma piuttosto entrando di prepotenza all’interno di melodie darkeggianti e cupe a ristabilire emozioni e respiro internazionale per una prova carica di aspettative e risultati. Necessità quindi di sviluppare un modo di pensare dall’iniziale Reproaching Methodologies fino a Pure brand passando per pezzoni come Evolve, Maintenance o la stessa title track in un condensato rosso scarlatto in rovina che ritrova il gusto per l’ampiezza di campo e la concentrazione sperimentale che gli ha visti nascere, proseguendo la via del ritrovare quel qualcosa perso lungo la strada e ora stretto tra le mani.

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Lorenzo Giannì – Gramigna (Seahorserecordings)

Lorenzo Giannì Gramigna

Disco talentuoso e stratificato che abbandona i cliché da supermercato e si consolida nel rumore nero di fondo provocando grande impatto attraverso una commistione sempre attenta e vitale di generi, stili, ambientazioni il tutto coadiuvato da testi profondi, mai banali che rievocano tratti d’inquietudine e magia nel ricreare profondità eterogenee che si scontrano con l’assurdo della vita che ci circonda. Il giovane musicista Lorenzo Giannì dà alla luce un disco potente e immaginifico che incrocia cantautorato, psichedelia ed elettronica dando forma e sostanza ad una produzione targata Paolo Messere di Seahorserecordings e concentrando atmosfere davvero uniche e invidiabili che a tratti suonano internazionali, a tratti invece implodono in una dimensione più nostrana, riflessiva e accarezzata da una pioggia che inonda e pulisce. Undici sono le tracce: Gramigna, la title track è la più composita e inglobante del disco, mentre si passa con naturalezza verso pezzi come Nave Inverno o Il ladro semplice che lasciano via via posto al bellissimo finale strumentale di fondo che ci culla e ci fa sperare che questo album non sia solo un bagliore, ma piuttosto qualcosa che possa mettere radici profonde nel panorama della musica italiana.

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