Odiens – Long Island Baby (Costello’s Records)

Ritorna il vintage degli Odiens, ritorna con un disco intero davvero affascinante e sicuramente di grande impatto solare che ci trasporta indietro nel tempo di cinquant’anni facendoci rivivere a pieni polmoni gli stili ormai persi di una musica lontana e immagazzinata tra le balere e gli amori infiniti, i sussurri lungo il mare e le risate a rincorrere i giorni. Pochi gruppi nella nostra penisola riescono così incisivamente a dare valore a tutta questa bellezza in divenire, un approccio originalmente pop che non disdegna il surf e la psichedelia, ma a maggior ragione da valore all’idea di ballatona ammiccante senza scadere nel trash banale, ma piuttosto dando forma al ricordo sostenendo un insieme di tracce musicali che creano omogeneità e intensificano la visione con un’ironia sempre velata che però si sposa a pennello con il contesto ricreato. Canzoni come l’apertura Menage a trois (Meno due), Alka Seltzer, la stessa title track o Punjabi Surf non passano di certo inosservate. Una nostalgia che si fa arte quindi e fa degli Odiens degli stimati menestrelli pronti ad incantare raccontando di un certo vivere il mondo che non esiste più.

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