Moostro – Moostro (Autoproduzione)

moostroo[1]Questo è Lindo Ferretti che incrocia il cantato-preghiera con il punk più nervoso e malato di CCCP, un suono curato, ma allo stesso tempo sporco, un odore di putrefazione che si accosta al profumo di una rosa appena sbocciata, un’estate che sconfigge l’inverno per lasciare posto al bello e al nuovo.

I “Moostro” con questo loro primo full lenght ci regalano emozioni che si perpetuano lungo le nove tracce del disco, un’assordante e silenziosa melodia che ci magnetizza e con ironia importa caratteri adolescenziali nel passaggio  all’età adulta.

Si ascolta con leggerezza “Il prezzo del maiale” come “Silvano pistola” anche se sono pezzi che ci fanno riflettere sul movimento circolare della vita che tutto prende se non sei tu a far qualcosa per cambiare.

Ecco allora che arrivano dirompenti “Underground” e l’autolesionista “Mi sputo in faccia”…controvento, un inno generazionale sulla disillusione e l’ineluttabilità.

Un disco che brilla di luce propria, particolare e azzeccato per il nostro tempo.

E poi quel cane in copertina, grosso, lento, con il pelo fin sopra gli occhi, non può vedere e non può sentire, forse quel mostro siamo noi?

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