Moon in June – In other words we are three (Autoproduzione)

Esordio del trio bresciano che con prodezze blues legate alla psichedelia, confeziona un disco che ha il sapore del classicheggiante spruzzato da luce accecante e fuochi artificiali nel cielo, capaci di dare un senso ad una proposta che altrimenti si dimostrerebbe piatta e già sentita, un album, questo In other words we are three che attinge direttamente dal passato una lezione che possiamo tranquillamente trovare nella musica degli anni ’70 e che porta una prosecuzione naturale odierna in gruppi come White Stripes, Dead Weather e le prime incursioni dei The Strokes; assettati di parallelismo i nostri raccolgono una capacità che confluisce in passione e si legge in modo del tutto naturale, ma con piglio deciso in canzoni come l’apripista Desert, The picture fino alle denunce di Videopoker e la finale Angelene cover riuscita di PJ Harvey, senza però tralasciare pezzi importanti come il singolone Again a ribadire una sfida con un mondo intorno, a ribadire ancora una volta che i caratteri di mescolanza sono essenziali per arrivare ad una meta condivisa, vissuta e sperata, incentrando la ricerca proprio sulla costruzione di una maturità necessaria per rendere la proposta completa e accattivante, cosa che i Moon in June sanno fare bene.

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Una rivista come tante altre...anche se qui ci si mette il cuore. Recensisco i Vostri Lavori. Ascolto tutto, ma gran poco ska, reggae, hip hop metal e derivati. Si predilige il folk, la musica lo-fi, il rock alternativo e tutti quello che ci gira attorno. *** Dal 2016 è aperta, inoltre, una SEZIONE FUMETTI e LIBRI ILLUSTRATI con il meglio delle proposte italiane e internazionali in collaborazione con case editrici attente al mondo in cambiamento. Contatti [email protected] RECENSISCO SOLO MATERIALE FISICO. L'indirizzo di spedizione verrà comunicato dopo contatto mail.
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