Manica – La faccia degli dei (Autoproduzione)

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Essenzialità punk riscoperta negli anfratti celati di un cibo in scatola andato a male, un cibo da dove attingere la parte migliore per trasportarla nella nostra quotidianità e ovviamente farne buon uso per riscoprire un bisogno unico e necessario. Il disco di Manica, ferrarese trapiantato a Bologna, è un album strampalato che rincorre linguaggi capaci di fa correre la memoria ai CCCP, agli Skiantos a Rino Gaetano e per coraggio necessario anche a Vasco Brondi in un sodalizio con la musica d’autore italiana così improvvisa e immediata che ricorda un naif di rara intensità. La faccia degli dei è solo un connubio di cinque canzoni che possiedono una ricerca poetica disinteressata ai perbenismi e potenzialmente elevata nel dare un senso alle occasioni del momento. La partecipazione alla chitarra, nel brano d’apertura, di Fabio Testoni: il mitico Dandy Bestia dei già citati Skiantos dona quel valore aggiunto che nel suo complesso rende il disco uno sfogo di libertà, un grido fuori dal coro di protesta interiore. 


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