Mandrake – Dancing with Viga (Riff Records)

Cantautorato per stanze scarne che si intromette e finemente si immola con stato di grazia a ricreare momenti di pura poesia dove gli abbracci sono fotografie da mantenere nel tempo e dove la pura bellezza fatta da strumenti prettamente acustici, scansa l’inutile per lasciare posto all’eternità.

Con i Mandrake si ascolta prepotentemente un Damien Rice in punta di piedi che dialoga sul futuro con Glen Hansard, fino a far esplodere voci femminili in un turbinio di colori che coinvolge e convince.

11 pezzi d’amore, dove la voce di Giorgio Mannucci si concede ai silenzi delle parti strumentali, perfettamente allineate ed emozionanti quanto basta per mantenere l’intero disco su di un livello che non risulta essere statico, ma dove la forma canzone prende il sopravvento.

Un album per cuori solitari, per baci rubati e amori nascosti, quasi fosse uno spiraglio per uscire dalla quotidianità, come una ventata d’aria fresca che sa più di internazionalità che di italianità ripetitiva; prova convincente dunque dal sapore di miele e dal cuore sincero.

 

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