Lamansarda – Foreign Bodies (IMakeRecords)

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Atmosfere cantautorali in bilico e composte per l’occasione in un folk di matrice americana impreziosito da inserti sonori in divenire, cesellati a dovere e pieni di rimandi ad una scena di qualche decennio fa legata indissolubilmente alla modernità di questi ultimi tempi. Il disco dei napoletani Lamansarda è un tessuto sonoro davvero importante che mescola al proprio interno strutture che ricordano Iron & Wine, Fleet Foxes, The Barr Brothers e qualcosa di Nick Drake e Jeff Buckley, un album intenso e convincente che si esprime al meglio nei legami che intercorrono in un’aperta territorialità che fa del confine qualcosa da abbattere, qualcosa da cambiare oltre le nostre aspettative di corpi estranei sempre pronti a ricucire il nostro di dentro partendo dai legami, partendo dal cuore. L’album dei nostri scava nel profondo già dalla traccia d’apertura Cuckoo fino al gran finale penetrante lasciato a Drunk Meridian, un album davvero maturo e a tratti inquieto, merito di un’orchestrazione che nella sua essenzialità trova un punto di sfogo, un punto di contatto con le cose più belle che portiamo dentro di noi. 


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Una rivista come tante altre...anche se qui ci si mette il cuore. Recensisco i Vostri Lavori. Ascolto tutto, ma gran poco ska, reggae, hip hop metal e derivati. Si predilige il folk, la musica lo-fi, il rock alternativo e tutti quello che ci gira attorno. *** Dal 2016 è aperta, inoltre, una SEZIONE FUMETTI e LIBRI ILLUSTRATI con il meglio delle proposte italiane e internazionali in collaborazione con case editrici attente al mondo in cambiamento. Contatti [email protected] RECENSISCO SOLO MATERIALE FISICO. L'indirizzo di spedizione verrà comunicato dopo contatto mail.
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