Jena Lu – Le dita nelle costole (I dischi del minollo)

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Cantautore senza mezze misure che supera qualsivoglia forma di ingabbiamento culturale per creare all’interno del proprio spazio vitale una musica capace di disegnare paesaggi via via sempre più importanti. Il cantautore Jena Lu confeziona un dischetto che porta con sé la bellezza di un suono introspettivo capace di tramutarsi nell’immediato in qualcosa di più sospinto e ammaliante per un lavoro d’insieme che riesce a scavare nelle profondità e riesce ad inglobare speranze e sogni nel futuro. Cresciuto a pane e Nirvana, la dimensione acustica raggiunge l’apice in questo album attraverso un flusso di coscienza che ingloba la velocità dell’aria, la forza delle correnti contrastanti. Pezzi come l’apertura affidata a Barad-dur, L’esodo, La sera, la cover di Edda: Spaziale e la finale La stanza non passano di certo inosservati e sanno trasportare l’ascoltatore all’interno di un mondo dipinto ad arte per l’occasione. Le dita nelle costole è un affondo  a questa quotidianità, è ricerca, ma anche bisogno di fare bene le cose che sembrano in realtà le più semplici e le migliori. 


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