Ian Fisher – Koffer (Snowstar/PopUp/Earcandy/Rocketta/Native Sound)

Cantautorato per paesaggi e lande deserte dove i villaggi si spopolano e resta soltanto la polvere del tempo a ricoprire le distanze, a ricoprire ciò che resta di noi, del nostro mondo che non esiste più, della nostra vita, tra inquietudini e stati d’animo il cantautore americano, ma trapiantato in Europa, Ian Fisher, regala agli ascoltatori una prova di rara bellezza, facendo confluire dentro al suo songwriting correnti diverse, ma accomunate dal bisogno di raccontare, inseguendo forse un sogno che non esiste, inseguendo una realtà che a tratti sembra vivere tra le nostre mani, ma che nel contempo fugge via, ci abbandona e Ian Fisher lo sa bene perché la sua voce si fa interessante proprio quando la musica inizia, la sua voce è colonna portante per un suono che abbraccia il passato di Dylan coniugando Glen Hansard e passando per Father John Misty e Fleet Foxes toccando vertici di intensità immaginifica in pezzi come Candles for Elvis o Hail Mary, per un album che merita di essere ascoltato più volte tra le inquietudini del nostro tempo e il bisogno del viaggio, un viaggio che si fa fonte di ispirazione alla ricerca di una nuova casa.

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