Giusy Zaccagnini – Scusate se non mi sento all’altezza dell’idea che ho di me (Lapidarie Incisioni)

Nuvole che si stagliano in un azzurro cielo e fanno capolino a rincorrersi lungo vie infinite e piene di luce, timidezza conclamata, celata da sprazzi di introspezione sonora che rende merito a un acustico disincanto fatto di parole e sogni; sottili armonie piene di speranza.

Giusy corre, inciampa e capisce, comprende che quegli attimi di vita vissuta devono essere ricordati, devono essere impressi dentro ad un qualcosa che la rende unica e diversa dagli altri, l’idea di un album introspettivo, capace di raccontare e raccontarsi, istantanee di una vita vissuta, fotografie di un altro tempo e di un altro spazio capaci di donare un filo di gioia nel colore creato.

Lei è timida , ma dal grande cuore, mette sul tavolo tutto quello che possiede e lo fa con dolcezza e disincanto, si scusa già nel titolo e poi via via a parlare delle sue canzoni, come parti di un corpo da assemblare, che solo prese tutte assieme possono creare ancora quella magia che è il ricordo e l’esigenza di non nascondere nulla, ma di essere se stessi.

Un corpo nudo, e una vita da raccontare, canzoni poesie che narrano un’esigenza di scoprire e di scoprirsi, ricordando, per capacità espressiva, la genovese Neve su di lei, in un vortice autunnale di malinconie da ricordare, visibili agli occhi di chi solo vuol vedere, canzoni d’amore niente di più, amore per la vita e per il bello attorno a noi, attimi di luce prima dell’oscurità.