Gino Canesten – Il passato è una falciatrice a cottimo (Private Stanze/Kizmaiaz)

Sulfuree concentrazioni di sghembe visioni si fanno caleidoscopio psichedelico all’interno di momenti di vita quotidiana incasellati, ma mai esplicati, in un aprirsi a territori interiori che crescono e mai si colorano. Gino Canesten cesella un disco ricco di rimandi alla scena d’autore italiana del tempo passato, De André su tutti, incentrando una poetica di relazioni all’interno di un’essenziale visione strumentale che sorregge un’impalcatura salvifica concentrando l’attenzione sulla parola e sui racconti di vita narrati. Il passato è una falciatrice a cottimo sembra già dal titolo e dallo pseudonimo dell’autore un disco fatto di pezzi irriverenti e scanzonati. Non è assolutamente così. L’album in questione è uno spaccato amaro di questa nostra società. Un insieme di canzoni che scavano in profondità e colpiscono quando meno te lo aspetti tanto da fare male.


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