Dead cat in a bag – We’ve been through (Gusstaff Records)

Buio interiore al tempo della musica troppo luminosa ad intessere momenti di introspezione profonda nel riconquistare spazi di tempo, spazi che diventano vuoti d’anima per cuori da colmare. Torna, con un bellissimo disco, la band piemontese Dead cat in a bag. Un album che riesce, grazie alle consuete atmosfere dilatate e crepuscolari, ad immergere l’ascoltatore all’interno di deserti in decomposizione dove l’essenziale è tormentato risveglio per comprendere appieno ciò che ci aspetta da qui al futuro. Ci sono echi di Tom Waits, Leonard Cohen, Nick Cave, ci sono i lamenti e la rabbia, forse, per questa nostra realtà, ma nel contempo un desiderio mai totalmente esteriorizzato di vivere ancora, in modo pieno, di nuovo. We’ve been  through è un puzzle emotivo mai scarno. Gli elementi orchestrali si fondono per dare vita a soluzioni musicalmente ineccepibili. Da The cat is dead, con la preziosa presenza di Gianni Marrocolo al basso, alla title track finale, i nostri ci regalano una meraviglia mai sopita fatta di sudore e passione, significati da veicolare, percorsi da costruire.


Damien McFly – Frames (Firstline/Gabesco)

Damien McFly cantautore. Storia e biografia su Blog della Musica

Incrociatori sonori incontrano le introspezioni magiche di Bon Iver e James Blake per condensare all’interno di un suono mai banale, ma piuttosto altamente ricercato, un punto di contatto con un senso quasi mistico di comporre stati d’animo ed emozioni che spingono la vista oltre il consuetudinario vivere di tutti i giorni. Il nuovo di Damien McFly è un album che suona internazionale riuscendo, grazie a sovrapposizioni sonore, a scovare punti di attracco, elementi di condivisione, nel mare infinito delle produzioni odierne. Il cantautore padovano riflette attimi di vita all’interno di scatole mai chiuse ermeticamente, ma capaci di regalare momenti di condivisione e speranza in un incedere che conquista ascolto su ascolto. Nove tracce più tre bonus track acustiche a sancire una qualità di fondo sempre più reale e tangibile per un album, a tratti, davvero incredibile.


Zerella – Tutto quello che cercavi (Tippin Factory)

Il nuovo EP "Tutto quello che cercavi" di Zerella - Distorsioni Sonore

Cantautorato a tratti parlato che apre a dimensioni attuali dove contemporaneità e passione si sposano con le vicissitudini di tutti i giorni, inoltrando a dismisura concetti e sovrapposizioni che parlano di normalità. Il disco di Zerella è una sorta di EP centellinato che trova nel finale un cameo realizzato con Gianmarco Ciano de I Botanici ad impreziosire un album che cerca di fare velata ironia nei dolori di tutti i giorni. Tracce scomposte si affidano alla meravigliosa apertura di I tuoi denti per un risultato d’insieme altalenante, ma con un forte bisogno di fondo di unire la poesia di strada con le introspezioni del cuore. Tutto quello che cercavi è una dichiarazione di intenti, un salto nell’abisso, un tentativo di ricomporre la strada perduta ripercorrendola a ritroso,  seguendo i sassolini che portano a casa.


Cherrylli – Nomi (Autoproduzione)

Elementi contemporanei che incontrano il cantautorato più classico ed intimo ad accarezzare di voce e bellezza suoni a profusione che invadono l’etere riuscendo a creare una sorta di bolla onirica dove i racconti di tutti i giorni si sposano alla perfezione con un suono fresco e ben riuscito. Il disco di Cherrylli, all’anagrafe Sofia Malpeli, riesce a ricreare spazi e metafore di vita attraverso sensazioni mai conclamate, ma piuttosto aspettate e attese, sedimentate e in grado di dare valore e senso ai giorni che trascorrono inesorabili. Un diario di vita, uno sfogo, non di certo un passatempo poco impegnato. Tracce che si allontanano dalla fantasia per sfiorare la realtà grazie a radici pop ben strutturate, elementi che si distinguono e nel contempo capaci di creare un legame con il passato cesellando un disco davvero interessante.


Inga – All’alba (SceneMusic records)

Inga - All'alba -

Disco a tratti magniloquente e pomposo, ma nel contempo leggero. Album calibrato e soppesato dove nessuna parte prende il sopravvento e dove l’esigenza di creare qualcosa di nuovo è messa in disparte per dare risalto ad una classicità sanremese, una classicità che crea una sorta di omogeneità nell’interezza proposta. Il pop elegante incontra il jazz e la formula che si ottiene è una sorta di bolla esperienziale che mescola e mette al centro la persona, il suo essere, il suo stare. Forse per il contesto ricreato, forse per il volere dare quasi maggior importanza ai musicisti che ci suonano assieme che alla stessa cantante a cui è indirizzato il progetto, questo album suona a tratti distaccato e poco sentito. Un bellissimo album in studio che probabilmente resterà tale.


Maseeni – Canzoni d’amore del terzo tipo (Porto Records)

Canzoni d'amore del terzo tipo

Giri di boa e rivoluzioni, statiche visioni in dissoluzione e immagini sempre piene a ricapitolare un momento, un’esperienza, una polaroid lasciata a sedimentare, mai dimenticata allo scorrere del tempo. Il disco di Maseeni racchiude al proprio interno un bisogno sempre vivido e reale di parlare di amore rendendolo tutto tranne che edulcorato, ma piuttosto riuscendo a spogliare il sostantivo che unisce e divide grazie ad una selezione ben ponderata di fatti, metafore leggere, esperienze a descrivere un determinato contesto, un determinato avvenimento. Il nostro incrocia i Beatles a Rino Gaetano in una commistione di cantautorato psichedelico che convince per omogeneità della proposta e per ambizione. Otto tracce presentate. Da Mi hai lasciato solo il cane fino a La fine del mondo passando per pezzi simboli quali Non mi sono mai preso cura di te e Sei una canzone, Maseeni riesce a creare un concept sull’illusione della felicità, sull’illusione che tutto possa durare in eterno.


Alice & Peter – L’amore è una grazia (PMS studio)

L'Amore è una grazia - Alice & Peter

Suoni sopraffini da lounge bar poco estetico, ma di sostanza che si aggrappano al filo dell’esistenza attraverso una musica che incanta e ammalia grazie ad un’idea di reale che abbraccia e consola, un’idea di realtà che non delude mai. Il nuovo di Gianni Venturi con il suo progetto Alice & Peter racchiude il bisogno sempre vero e reale di raccontare piccole storie quotidiane attraverso l’arte della musica che per l’occasione diventa quadro in evoluzione di un costrutto in perenne trasformazione. Suoni pop, mescolati alla musica d’autore, intensificano visioni di stanze vuote dando un nome, un gesto, un segno a tutto ciò che ci circonda. Ecco allora che la parola amore acquisisce significato. Bellissimo poi il libro con i testi a corredo. Le immagini ricordano molto il Mellon Collie degli Smashing Pumpkins a riempire di velata dolcezza e premura una produzione davvero eccellente.


Marco Bonvicini – Wild silence (Autoproduzione)

Marco Bonvicini - Wild Silence testo lyric

Introspezioni sonore che aspirano ad un posto d’oltreoceano in grado di attraversare la forma canzone e condensare gli attimi all’interno di momenti che non torneranno più. Richiami sonori, echi lontani di movimenti unici e irrefrenabili che uniscono una voce calda e avvolgente all’interno di scatole addobbate per l’occasione con il profumo della natura, delle terre selvagge, del pensiero che va oltre le consuetudini del momento. Wild silence è un disco composito, quasi un disco corale, dove passione, capacità tecnica e buon gusto incontrano il cantautorato acustico e lo fanno evolvere attraverso accattivanti visioni di una contemporaneità matura. Il disco di Marco Bonvicini è un piccolo scrigno di segreti. Un album raffinato e sicuramente riuscito che non passa inosservato nel folto panorama della musica italiana.


Naddei/Sabrina Rocchi – Ripensandoci (L’amor mio non muore)

Naddei e Sabrina Rocchi insieme per “Ripensandoci”, l'album omaggio a Jula De Palma – THE MUSICWAY MAGAZINE

Operazione di destrutturazione e implementazione di una musica che non ha tempo e non ha età attraverso un uso sapiente della rivisitazione che come in questo casso affonda le emozioni all’interno di un cuore che non smette di pulsare. Naddei e Sabrina Rocchi reinventano Jula De Palma attraverso un album che le rende omaggio attraverso le canzoni reinterpretate della grande cantante italiana. Un disco pregno di lirismo dove gli arrangiamenti di classe rendono necessario almeno un ascolto per comprendere la bellezza di pezzi che suonano fuori dal tempo e trascrivono, sul taccuino della vita, polaroid di un tempo passato che non ritornerà. Ripensandoci, attraverso la sua patina dolce amara, ci regala un affresco di un vissuto. Pagine intrise di melodie e realtà che rivivono ed emozionano ancora.

Cassandra Raffaele – Camera Oslo (L’amor mio non muore/261 Records)

Pre-Order "Camera Oslo" | Cassandra Raffaele

Atmosfere di un’altra epoca che ritagliano su misura un pezzo di cielo da disegnare attraverso abiti cuciti in modo sopraffino e che calzano a pennello con un gusto estetico retrò e mai banale. Il nuovo di Cassandra Raffaele è una sorta di concept in cui una giovane donna si risveglia in una camera d’albergo ad Oslo negli anni ’70 e cerca di comprendere e capire il modo per ritornare alla realtà nel 2022. Un album che incrocia il pop, il noir, le atmosfere lynchiane e il bisogno di costruire architetture che si aprono al miglior cantautorato italiano. Giovanna, La mia anarchia ama te, Antidoto, Libertà, Lady Jane x sempre sono tra gli episodi più riusciti di un disco che abbraccia le larghe vedute e convince per qualità essenziale nel comporre un affresco di un momento ben preciso ed egregiamente proiettato nel futuro.