Maseeni – Canzoni d’amore del terzo tipo (Porto Records)

Canzoni d'amore del terzo tipo

Giri di boa e rivoluzioni, statiche visioni in dissoluzione e immagini sempre piene a ricapitolare un momento, un’esperienza, una polaroid lasciata a sedimentare, mai dimenticata allo scorrere del tempo. Il disco di Maseeni racchiude al proprio interno un bisogno sempre vivido e reale di parlare di amore rendendolo tutto tranne che edulcorato, ma piuttosto riuscendo a spogliare il sostantivo che unisce e divide grazie ad una selezione ben ponderata di fatti, metafore leggere, esperienze a descrivere un determinato contesto, un determinato avvenimento. Il nostro incrocia i Beatles a Rino Gaetano in una commistione di cantautorato psichedelico che convince per omogeneità della proposta e per ambizione. Otto tracce presentate. Da Mi hai lasciato solo il cane fino a La fine del mondo passando per pezzi simboli quali Non mi sono mai preso cura di te e Sei una canzone, Maseeni riesce a creare un concept sull’illusione della felicità, sull’illusione che tutto possa durare in eterno.


Alice & Peter – L’amore è una grazia (PMS studio)

L'Amore è una grazia - Alice & Peter

Suoni sopraffini da lounge bar poco estetico, ma di sostanza che si aggrappano al filo dell’esistenza attraverso una musica che incanta e ammalia grazie ad un’idea di reale che abbraccia e consola, un’idea di realtà che non delude mai. Il nuovo di Gianni Venturi con il suo progetto Alice & Peter racchiude il bisogno sempre vero e reale di raccontare piccole storie quotidiane attraverso l’arte della musica che per l’occasione diventa quadro in evoluzione di un costrutto in perenne trasformazione. Suoni pop, mescolati alla musica d’autore, intensificano visioni di stanze vuote dando un nome, un gesto, un segno a tutto ciò che ci circonda. Ecco allora che la parola amore acquisisce significato. Bellissimo poi il libro con i testi a corredo. Le immagini ricordano molto il Mellon Collie degli Smashing Pumpkins a riempire di velata dolcezza e premura una produzione davvero eccellente.


Marco Bonvicini – Wild silence (Autoproduzione)

Marco Bonvicini - Wild Silence testo lyric

Introspezioni sonore che aspirano ad un posto d’oltreoceano in grado di attraversare la forma canzone e condensare gli attimi all’interno di momenti che non torneranno più. Richiami sonori, echi lontani di movimenti unici e irrefrenabili che uniscono una voce calda e avvolgente all’interno di scatole addobbate per l’occasione con il profumo della natura, delle terre selvagge, del pensiero che va oltre le consuetudini del momento. Wild silence è un disco composito, quasi un disco corale, dove passione, capacità tecnica e buon gusto incontrano il cantautorato acustico e lo fanno evolvere attraverso accattivanti visioni di una contemporaneità matura. Il disco di Marco Bonvicini è un piccolo scrigno di segreti. Un album raffinato e sicuramente riuscito che non passa inosservato nel folto panorama della musica italiana.


Naddei/Sabrina Rocchi – Ripensandoci (L’amor mio non muore)

Naddei e Sabrina Rocchi insieme per “Ripensandoci”, l'album omaggio a Jula De Palma – THE MUSICWAY MAGAZINE

Operazione di destrutturazione e implementazione di una musica che non ha tempo e non ha età attraverso un uso sapiente della rivisitazione che come in questo casso affonda le emozioni all’interno di un cuore che non smette di pulsare. Naddei e Sabrina Rocchi reinventano Jula De Palma attraverso un album che le rende omaggio attraverso le canzoni reinterpretate della grande cantante italiana. Un disco pregno di lirismo dove gli arrangiamenti di classe rendono necessario almeno un ascolto per comprendere la bellezza di pezzi che suonano fuori dal tempo e trascrivono, sul taccuino della vita, polaroid di un tempo passato che non ritornerà. Ripensandoci, attraverso la sua patina dolce amara, ci regala un affresco di un vissuto. Pagine intrise di melodie e realtà che rivivono ed emozionano ancora.

Cassandra Raffaele – Camera Oslo (L’amor mio non muore/261 Records)

Pre-Order "Camera Oslo" | Cassandra Raffaele

Atmosfere di un’altra epoca che ritagliano su misura un pezzo di cielo da disegnare attraverso abiti cuciti in modo sopraffino e che calzano a pennello con un gusto estetico retrò e mai banale. Il nuovo di Cassandra Raffaele è una sorta di concept in cui una giovane donna si risveglia in una camera d’albergo ad Oslo negli anni ’70 e cerca di comprendere e capire il modo per ritornare alla realtà nel 2022. Un album che incrocia il pop, il noir, le atmosfere lynchiane e il bisogno di costruire architetture che si aprono al miglior cantautorato italiano. Giovanna, La mia anarchia ama te, Antidoto, Libertà, Lady Jane x sempre sono tra gli episodi più riusciti di un disco che abbraccia le larghe vedute e convince per qualità essenziale nel comporre un affresco di un momento ben preciso ed egregiamente proiettato nel futuro. 


Nicola Lotto – Il canto nudo (VREC)

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona, barba e testo

Bellezza sin dal primo ascolto. Preziosi gioielli incastonati in questi anni, in questo tempo. Profumi di terre lontane. Terre che risiedono all’interno della nostra anima e lasciano spazio ai giorni che verranno grazie ad un girovagare, ad un andirivieni simultaneo che perpetua attimi, sogni, futuri che verranno. Il bellissimo album di Nicola Lotto è la naturale prosecuzione dell’esordio di qualche tempo fa. Un album, questo che se prima vedeva la partecipazione di Edda nel dare risalto a tracce importanti, ora trova nella presenza di Benvegnù, di Olden, di Flavio Ferri produttore anche del disco, un senso maggiore nel raccontare poesie sull’illusione della vita, sull’amara costatazione che tutto deve finire. Il canto nudo è il bisogno di parlare al cuore. Un bisogno ben rappresentato da un desiderio che qui trova spazio nel costruire i sogni del futuro.

La rosta – Hotel Colonial (New Model Label)

Folk d’autore condensato e contaminato con la musica internazionale ad abbracciare elementi che creano un ambiente, lo costruiscono e fanno in modo di mantenere viva la tradizione d’oltreoceano con un sound elegante e pregno di rimandi al tempo passato. Tornano i La rosta con un album che fa della musica cantautorale un punto di partenza per dare vita a paesaggi sonori intrecciati e costruiti a dovere nell’ottica unica di dare spazio ad una storia, ad una serie di narrazioni incentrate sulla vita. Colori quindi miscelati a dovere ci permettono di ascoltare canzoni che si autocostruiscono partendo dalla title track fino a Non c’è più tempo, passando per Sul filo, Odore di miscela, I denti del cane, Uomo in grigio a dipingere, con ottime intenzioni, un quadro cinematografico dal forte spessore e dalla forte matrice personale.


RosAcustica – Castelli di carta (Lilith Label)

Impressioni acustiche stampate su carta a segnare elementi circostanti grazie ad una musica d’insieme che riesce ad ottenere punti di contatto con il nostro stare, con il nostro produrre simultaneità da assaporare grazie ad un suono semplice, ma efficace. Il primo disco di RosAcustica, all’anagrafe Sara Sgambelluri, intesse trame di luce e oscurità raccolte per l’occasione all’interno di un album che trova nelle forme classiche di comunicazione un punto di contatto con il nostro stare al mondo. Musica acustica. Musica d’autore che si muove tra le nebbie dei sentimenti grazie a pezzi come A metà, Linda, L’immagine di un attimo, la stessa title track a creare, nel caos quotidiano, un ponte necessario tra sentimenti ed emozioni per un risultato d’insieme che suona omogeneo, sincero e personale.


La belle epoque – Demoni (Autoproduzione)

Demoni

Musica d’autore in equilibrio tra libro aperto e bisogno sempre nuovo di poter comunicare un’ambizione, un mondo diverso, possibile, reale. La belle epoque scava negli anfratti dell’anima per cercare movimenti satellitari che confluiscono in un cantautorato già sentito, ma pieno di rimandi alla quotidianità. Una musica che diventa carta geografica necessaria per comprendere i movimenti del nostro esistere attraverso canzoni che si fanno specchio interiore, bellezza da scoprire, costruzione metaforica di un avvenire diverso. Pezzi come l’apertura affidata a I primi giorni d’Autunno, passando a In piena, Inchiostro e seta, Una piccola tregua, Montecarlo sono l’emblema di un passato che non c’è più. Uno stile concentrico a ricreare atmosfere dove la poesia incontra la prosa e dove il sudato nostro rincorrere il momento qui è lasciato al tempo che verrà, immortalato da una polaroid, per un risultato d’insieme che regala attimi che non torneranno più.


mt/solo – Pezzetti (Cobalto dischi/Labella dischi)

Pezzetti

Indie pop coraggioso sporcato da un soul atmosferico in grado di ricreare momenti davvero riusciti e ben soppesati a ricostituire elementi di fondo che ben si sposano con un linguaggio moderno, intriso di significati e contaminato da stili e interiorità che non passano di certo in secondo piano. L’esordio degli mt/solo è una ricerca continua di spazi dove poter affermarsi. Spazi che diventano aperture e bisogni di comunicare. Spazi che non si soffermano attorno al superfluo, ma si aprono nel creare bisogni sempre nuovi da accogliere e perpetuare. Pezzetti sembra un collage. Un puzzle eterogeneo di colori e di sensazioni, di stati d’animo e di puro e semplice bisogno di dichiarare il proprio sentire. Gli mt/solo ci regalano una prova matura sotto diversi punti di vista. Una prova che ha dalla sua un’originalità convincente nel panorama italiano della musica di genere.