Kiko KC – Nessun piano B (Hyper lucid records)

Pop autorale intriso di realtà a sorprendere momenti di calma apparente attraverso una musica che si compone di elementi primari e non lascia via di scampo. Il disco di Kiko KC, batterista di formazione, riunisce la canzone d’autore italiana aggiungendo un tocco di personalità nel vasto e complesso panorama della musica di genere, cercando di trovare una personale interpretazione ai sentimenti di questo tempo. Ecco allora che il nostro tira fuori dal cilindro sette canzoni che spaziano su territori si già ascoltati, ma capaci di donare sempre nuova linfa vitale ad un progetto coraggioso e soprattutto percepito interiormente. Quello che ne esce è un insieme di canzoni che sembrano parlare della nostra quotidianità. Pezzi che ci sussurrano da vicino l’immensa complessità dei rapporti umani.


Ornello – Nato per cantare (Dischi gonfiabili)

Ornello - Nato per cantare -

Brunori, Calcutta, Rino Gaetano concentrati in un disco dal sound avvolgente, semplice e coinvolgente. Nato per cantare è un disco che usa l’irriverenza per narrare le vicende di questo tempo, usa la sapiente arma dell’intelligenza per raccontarci che tutto sta andando a rotoli, ma con un certo stile. Ornello snocciola canzoni su canzoni attivando l’ironia come ingrediente essenziale per non prendere le cose troppo sul serio intensificando, nell’ascolto, il significato da veicolare. Nato per cantare è un album sincero dove le influenze si sentono, ma non sono così fondamentali. Il nostro cantautore riesce a trovare una propria via di fuga dalla realtà grazie ad un’astuta apertura alle mode del momento condite con tocchi unici e personali. Nato per cantare è un album estivo. Un disco che trova nell’immediatezza il proprio punto di fuga.


Le canzoni giuste – Attenti alla linea (Autoproduzione)

Copertina dell'album ATTENTI ALLA LINEA, di Le Canzoni Giuste

Formula ammiccante per giornate estive che racconta di un’Italia in dissoluzione, pronta a ripartire, ma senza aver imparato nulla di nuovo da questo tempo infame. Le canzoni giuste ci fano assaggiare un pezzo di bella stagione attraverso una canzone pop che incontra l’elettronica e condensa le aspettative attraverso filtri su filtri ad incontrare il nostro essere, il nostro stare. Attenti alla linea è un pezzo veloce, misurato e intelligente. Un singolo apripista per nuove e imminenti soddisfazioni future.


Il peggio è passato – Bugie d’autore (Dischi Soviet Studio/Shyrec)

Profumi dei Baustelle nell’esordio discografico del trio electro pop Il peggio è passato. Profumi di adolescenza e di Estate che sentono il bisogno di atterrare nel nostro essere affossando ciò che è stato grazie ad un suono fresco e genuino che riesce a ricaricare di significati la nostra quotidianità. Bugie d’autore ha le parvenze di un disco all’acqua di rose, ma in verità è la fotografia cruda e nuda di questo nostro universo. Un ossimoro costante a ribadire concetti post pandemia o pandemici che qui trovano spazio grazie a titoli efficaci e capaci di fotografare un delirio collettivo ben rappresentato e addolcito da amori andati a male e velleità mai troppo velleitarie. Il peggio è passato riesce nell’intento di creare un album che suona pungente e attuale. Un disco in caduta libera che si fa strada esistenziale per ciò che verrà. Non prendendosi troppo sul serio che sia chiaro eh!


Float music – Clouds & butterflies (Resisto)

Clouds & Butterflies - Float Music

Elementi sognanti che incrociano Bon Iver, Damien Rice e nel contempo l’italianità di artisti come Cristina Donà si riscoprono fiori che sbocciano attraverso una musica sospinta alle stelle capace di comunicare elementi di bellezza onirica e viaggiante e di incrociare il folk con la musica d’autore e il pop più concentrato. Il duo dei Float music consegna agli ascoltatori un dischetto niente male. Un album che mescola il cantato in italiano con quello in inglese, un insieme di pezzi che riescono nell’intento di avvicinare gli oggetti lontani grazie ad una luce che pervade le nove tracce proposte. Riflessi, Thinking out loud, ma anche Sara’s hill, Hummingbird sono solo alcuni dei movimenti più riusciti di un album che racchiude le inquietudini di questa realtà. Un suono emozionale poi è quello che ci vuole per rendere il tutto appetibile e maledettamente onesto e riuscito.


Dragoni – Incagli (Big lakes/Mangiare bene dischi)

Atmosfere da musica da cameretta intrisa di suoni che accumulano bellezza ad ogni ascolto intascando una prova dal sapore dolceamaro in grado di contrastare l’aridità di questi giorni in divenire. Il disco di Dragoni, progetto davvero interessante che non respira pienamente la deriva indie pop degli ultimi anni, è un concentrato autorale fatto di carezze prima di dormire, fatto di sostanza e bagliori capaci di nascondere il superfluo, sottolineando, ancora una volta, la semplicità e l’onesta di una musica e di un suono più in generale che modella il tempo che modella le mode, raccontando parti importanti di un universo in via di definizione. Dalla strumentale Autunno fino a Double decker bus passando per il singolo Sara o la stessa title track, il nostro riesce, con stile personale, a ritrovare nella leggerezza del momento, un proprio angolo di mondo da occupare.


Francesco Pecs – Ah! Fantasia (Nufabric Records)

Suono fresco, a tratti disincantato, capace di penetrare di ironia la quotidianità vissuta e in grado di attraversare spazi grazie ad una musica di passaggio che mescola sound d’autore, poppettino tardo adolescenziale e forme mutevoli di canzone in canzone. Il nuovo di Francesco Pecs racconta con fare del tutto personale vibrazioni di una vita in salita attraversando, con forme mai precostituite, una poetica capace di andare a segno grazie ad un linguaggio fresco, accattivante, sornione, ma efficace. La title track apre il disco e il nostro viaggio sonoro continua con pezzoni come Apologia del kebab, Contemporanea, fino a raggiungere con Smith’s una degna conclusione che sembra un cut up emozionale improvvisato, ma in grado di andare diritto al sodo. Ah! Fantasia è un piccolo scrigno di contemporaneità da dove attingere stati d’animo istintivi e mai banali per un musicista, questo, assai interessante.


Balto – Forse è giusto così (Pioggia rossa dischi)

Poppetino indipendente con voce strascicata ammiccante ad intessere trame sospese ad incendiare i palchi con canzoni che parlano dei giorni moderni senza chiedersi troppo, accarezzando la contemporaneità grazie a momenti cesellati a tavolino e grazie anche ad un suono ben incastrato a definire architetture varie e cangianti. Il primo disco dei Balto assapora il vento della realtà. Lo fa con un sound immediato, mai piatto, contrapposto ad una sorta di eleganza mai conclamata che non semina troppa innovazione, ma quello che fa, lo fa bene. Un album per gli anni dell’università. Un insieme di canzoni che incontrano l’amore e il tempo, il nostro vivere e la fiducia nel futuro che avanza. Da Quella tua voglia di restare fino a Niente di noi, passando per Mac Baren, Le giornate da morire con i Cara Calma, Il solito posto per un concentrato di emozioni che arriva facilmente e a tratti, non ti lascia andare via.


Tommaso La Notte – Pop Notturno (Auand Records)

Tommaso La Notte, Pop notturno | Jazz italiano ed internazionale. CD,  vinile, DVD, dischi, libri | Jazzos.com

Dischetto di indie poppettino bello filato che abbraccia emozioni del tempo che fu con qualcosa di più attuale e ricercato nel complesso mondo di sali scendi emozionali ad affacciarsi nella vita che ingloba. Tommaso La Notte ci regala un album fatto di sonorità accattivanti dove la parola, la prosa usata per spiegare è farcita di citazionismo mai risparmiato a riempire il vuoto di pagine colme di assenza. Pop notturno è un disco che ha un suo materiale di fondo, una radice di substrati culturali che scavalcano l’idea di mainstream per approcciarsi ad un universo notturno ricco di amori e catastrofi in piena lotta perenne con il proprio venire al mondo. Sono otto canzoni che ci riguardano da vicino dipingendo il nostro stare, il nostro essere con una bellezza che va ricercata nelle profondità più vicine. Ecco allora che il nostro cantautore pugliese fa uscire una creatività fatta di malinconia in divenire che muta al variare della luce condensando l’attesa con un album che per essere un esordio vale davvero la pena essere ascoltato.


Le canzoni giuste – Felici e contenti (Autoproduzione)

Felici e Contenti” è l'album d'esordio della della band ironico-goliardica abruzzese Le Canzoni Giuste – S&H Magazine

E’ arrivato finalmente. Atterrato su queste pagine virtuali il primo disco di Le canzoni giuste raggruppa i singoloni irriverenti fatti conoscere in precedenza con l’aggiunta di altre otto canzoni inedite a costituire una sorta di concept diviso in tre parti. Un concept che parte dall’evoluzione umana fino a raggiungere una sorta di esplosione che ci riporta al punto di partenza passando per divagazioni sulla scena e la cultura pop per come la conosciamo. Tanta carne al fuoco. Un calderone di delizie sopraffine sospinte da una forte capacità di stupire. La band abruzzese, finalista ad Arezzo Wave, si cimenta in una prova che non lascia nulla al caso cercando di calibrare alla perfezione un mondo fatto di elementi ironici, ma nel contempo altamente riflessivi. Ciò che ne esce è una prova da interiorizzare, mai banale e ricca di spunti legati alla quotidianità per un insieme omogeneo di ironia intelligente e di colori demenziali da far costantemente brillare.