Radon squad – Hotel colon (Ribéss Records/Light Item)

Campionamenti da film horror che non passano di certo inosservati incapsulando tenebre e oscurità all’interno di una musica che si fa sorgente per raccontare al mondo intero il marcio che ci circonda tante volte troppo patinato, edulcorato, mercificato. Un disco che suona rap perché parla degli errori di questa quotidianità, li descrive, li denuncia, li analizza da vicino. Un album per certi versi futurista che scardina la visione dell’arte preesistente per porre l’ascoltatore all’interno di un caleidoscopio fatto e colorato con la parte più nera che siamo chiamati a trasportare. Hotel colon è disturbante e magnetico. Una produzione coraggiosa nell’era della musica usa e getta. Una produzione  capace di inabissarsi nel continuo esistere attraverso un personalissimo esempio di interpretazione della realtà. I Radon squad ci consegnano una prova coraggiosa, forse, oggi più che mai, necessaria.


Me vs myself – Aiòn (Panidea)

Nessuna descrizione della foto disponibile.

Continua la ricerca sonora del progetto Me vs myself, continua attraverso una ricerca costante di bellezza che attraversa l’etere grazie ad un uso sapiente della voce a creare libere associazioni di pensiero che imbastiscono architetture monumentali impressionanti. Aiòn è un disco complesso, ma strutturato a dovere. Un album dove luce e oscurità si incontrano per dare vita a qualcosa di magico che riesce a sfiorare le galassie lontane inebriando di efficacia e sostanza una prova originale, oserei dire unica. L’unico strumento presente nell’intero album è la voce. Voce manipolata, destrutturata, ricucita nel creare sensazioni, emozioni pronte a perdurare nel tempo. Aiòn è un album che trova nella sperimentazione la propria personale ricerca di bellezza.


Alessandro Baris – Sintesi (Otono Records)

Composizioni notturne ricercano la bellezza nell’impossibilità contorta di creare mondi su mondi alla ricerca smodata di sentieri oltre il confine del tempo. Passi quindi strumentali accarezzati dal vento che gira e ingloba, un vento di bellezza sospinta e sempre pronto a garantire essenzialità e purezza nelle forme create. Forme che sono architetture dell’anima. Forme che sono e diventano passi per questa e altre vite raggiunte e vissute. Il disco di Alessandro Baris è una perla di rara intensità, capace di ottenere un risultato contagioso grazie a suoni ponderati e ammalianti, suoni che trovano nell’incontro condiviso il punto necessario di svolta che amplifica le vedute e allarga ogni qualsivoglia forma di barriera imposta. Last letter to Jayne vede la collaborazione di Lee Ranaldo dei Sonic Youth, Embers con la voce di Emma Nolde e Nival con la presenza di Lisa Papineau già al lavoro con gli Air, Jun Miyake, M83. Sintesi è un album apparentemente completo. Un disco che trova nei pertugi dell’esistenza il proprio mondo nuovo da scoprire e inglobare.


Daniele Falasca – Triade (Ars Spoletium)

Daniele Falasca - Triade (Radio Date: 06-05-2022)

Fisarmonica a ricoprire spazi in concentrazioni umorali che racchiudono il sapore delle cose migliori all’interno di un virtuosismo che sposa vari generi e amplifica impressionando attraverso le varie forme del jazz e dell’improvvisazione. Brani ricamati con orpelli e bellezza a riscoprire quasi la semplicità delle piccole cose, delle sfumature, dei particolari a fare la differenza e a colorare di note un mondo troppo spesso in dissoluzione. Daniele Falasca, con il suo Triade, riesce a concepire un album che alza l’asticella attraverso pezzi chiave come Lety, la stessa title track, Family, Città delle rose concependo un suono personale e ricercato e lasciando all’immaginazione ciò che verrà. Triade è principalmente un album emozionale. Una pittura mai isolata, ma un insieme di colori in grado di affermare una presenza costante e di qualità nel panorama italiano di genere.


Floriana Foti – Seven colors (TRP Music)

Floriana Foti Seven Colors TRP Music 2022

Passi colorati di un arcobaleno musicale lasciato al tempo che verrà a creare atmosfere edulcorate e sognanti dove intraprendere la scoperta di un desiderio mai calcolato, un desiderio cesellato e riscoperto in un giorno qualsiasi al sorgere del sole. Tecnica sonora che si sposa con il gusto per Floriana Foti che riesce a regalarci un disco che incrocia jazz e bossa nova, musica cantautorale e attimi introspettivi dove il linguaggio e la bellezza si sposano per creare qualcosa di meraviglioso. In Seven colors c’è la ridondanza, il bisogno di esprimersi, di riempire attraverso la voce gli spazi, gli anfratti, i mondi che via via amplificano le nostre vedute. Ciò che ne esce è un album dove la fantasia si sposa con la concretezza e dove l’eleganza riempie di colore il grigiore di una giornata uggiosa.


Clorinda feat Massimo Iacobacci – Jazz novilunion (Autoproduzione)

Clorinda feat Massimo Iacobacci: "Jazz NovilUnion" recensione

Canzoni contaminate. Pezzi intrisi di significato ad imbrigliare, nel grande palco chiamato vita, fasci di luce pronti ad includere elementi eterogenei e mai lasciati al caso. Il sodalizio di Clorinda con Massimo Iacobacci è sottolineato dalla creazione di un disco che diventa quadro dipinto carico di elementi sensuali, vaganti, elementi compositi a creare la scena, tassello dopo tassello, per un risultato d’insieme esaltante e mai banale, ma capace di far confluire jazz, blues, world music in un solo, piccolo, grande album. Estasi, Favola, Scacchi, Fermo immagine sono solo alcuni degli episodi di un album complesso e multiforme. Un risultato proposto che non delude le aspettative perpetuando l’idea fondamentale di un’architettura oltre le barriere, oltre il vissuto, oltre questo tempo, oltre.


Arsen Palestini – Finding a new job (Amusin’ project records)

FINDING A NEW JOB - ARSEN PALESTINI - recensione

Qui c’è il ritmo e la sostanza. Le parole mai lasciate al caso e la voglia interiore di costruire elementi architettonici che ricoprono la realtà con suoni stratificati e ben soppesati. Il ritorno di Arsen Palestini è in nome delle collaborazioni. Un ritorno in pieno stile underground per uno che mastica musica dagli anni ’90 e che ha sempre cercato, nel tempo, di essere fedele alla propria linea di appartenenza. Canzoni cantate in italiano e inglese si alternano per creare un quadro pregno di sensazioni e bisogno di discostarsi dalla realtà grazie a movimenti ben serrati e incapsulati nel momento che sembra non avere fine. Finding a new job rappresenta un po’ lo specchio di questi tempi. Racconta di vite al limite, ma anche di momenti felici di un passato lontano. Un album che rappresenta il senso più puro di un hip hop italiano, da sempre presente, nel sottobosco migliore della penisola.


D.In.Ge.Cc.O. – Bacanadera (Waste noise records)

BACANADERA

Non ci sono regole per la follia messa in musica, messa in scena, dal producer e compositore D.In.Ge.Cc.O. Un suono atipico, capace di mescolare più stili, si sposa con una qualità sonora e costruttiva elevata capace di perpetuare melodie mai raffinate, ma piuttosto intrecciate a mondi paralleli in continui sali scendi esperienziali e di sicuro effetto. Bacanadera è l’essenza tribale del nostro migrare. E’ la sensazione scomposta dell’andamento della corrente durante il mare in tempesta in attesa della quiete che verrà. Oniriche visioni si frappongono all’intensa produzione di elementi sonori che caratterizzano questo disco ricercando nuove strade da percorrere, nuove vie da seguire. Anche qui il viaggio diventa necessario elemento costante per comprendere il nostro venire al mondo. Un viaggio interiore, prospero e capace di raccontare, fino all’ultimo, punti vista, azioni e immagini, tra jazz, elettronica e world music d’avanguardia per un album vissuto, eccentrico ed intenso.


Stilex – Post Hit (O’Disc)

Post Hit

Condensati di nomi a profusione che intersecano la quotidianità accompagnando l’ascolto attraverso un muro siderale di passato e presente che ricopre le giornate amare grazie a segni grafici da ricordare, da tenere a mente, da collocare oltre l’immaginato. Vito Gargano, in arte Stilex, ci regala un album concreto, fatto di elucubrazioni, ma anche di tanta sostanza capace di scardinare il già sentito per consegnarci una prova intima, personale. Una prova elettronica che ha il sapore di uno sperimentare continuo tra abbandonato e riscoperto, ritmi tribali e bellezza da cogliere tra le percezioni di questo tempo. Sette pezzi, dalla bellissima Into the focus fino a Flowing out per un risultato d’insieme che raccoglie l’esperienza di una vita intera qui imbrigliata in un attimo di unica luce.


Mafalda Minnozzi – Cinema City – Jazz scenes from italian film (MPI)

mafaldaminnozzi.com/wp-content/uploads/2021/10/...

Rivisitazioni sospese al filo delle stelle attraverso meraviglie di contemporaneità che raggiungono apici davvero unici nell’intessere trame di bellezza a tratti immaginifica. Mafalda Minnozzi ci regala un disco fatto di momenti intramontabili, di momenti intrecciati alla nostra esistenza all’interno di una melodia che diventa catarsi, che diventa sogno incontrastato che guarda al futuro. Cinema city è una raccolta di colonne sonore cinematografiche reinterpretate e sapientemente intrise di originalità a riempire di spazi utili un elegante universo sospeso che diventa terreno fertile per scoperte future. La dolce vita, Metti una sera a cena, Amici miei, Arrivederci Roma, Nuovo cinema paradiso sono solo alcune delle spettacolari emozioni che possiamo vivere a pieni polmoni in questo disco. Un disco fatto di luce e oscurità da dove poter comprendere nuove sfaccettature e intenzioni grazie ad una comunione d’intenti da lasciare a bocca aperta.