Babbutzi Orkestar – Tzuper (Parruski & Makkeroni Production)

Strampalati portatori di un suono balcanico con testi non sense e disimpegnati che danno colore e calore ad una vita grigia, intersecando i sogni con l’esigenza di vivere in una spensieratezza contagiosa, ricca di approcci e riferimenti nel partorire una creatura che risiede fuori dai confini nazionali, senza dimore, senza desiderio di dimora e portatrice di quella velata ironia, come succede nel pezzo Caramella, che provoca nell’ascoltatore un senso di leggerezza a dispetto della formosa cover del disco.

Ascoltare la Babbutzi Orkestar è come assistere ad una rissa di ubriachi in un bar dove vedi le sedie volare e dove ti viene spontaneo sorridere a così tanta follia umana, anche se qui il tutto è incasellato in una ricerca notevole del suono tra rimandi a Emir Kusturica e Fanfara Tirana per pezzi caldi e irrefrenabilmente portentosi.

Un disco da ascoltare lungo l’estate che verrà, tra balli attorno al fuoco e matrimoni di un’altra terra, divisa solo da un pezzo di mare, che a dirla tutta non è poi così grande e così lontano.

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