Armaud – How to erase a plot (Lady Sometimes Records)

Un mondo sott’acqua intriso di mistero, capacità onirica che si dissolve nella pioggia e crea un legame con il mondo in cui viviamo, scoprendo la parte più fragile di noi, introspezione sonora che è a capo di un concetto, il fotografare  il momento, quel momento che non tornerà.

Loro sono gli Armaud e il tutto ruota attorno alla voce leggera e sospesa di Paola Fecarotta, coadiuvata nell’impresa da Marco Bonini alla chitarra e drum machine e da Federico Leo alla batteria; una musica che proviene da lontano, che alle volte si scontra con gli scogli della vita e ci rende partecipi di un’immagine non precostituita, ma in continuo e perpetuo cambiamento.

A livello musicale la voce di Paola incrocia gli Amycanbe e i Portishead passando per musicalità nordiche che segnano i passi sulla neve, lasciano impronte indelebili e analizzano la possibilità di distendersi verso un dream pop d’oltreoceano che ricorda a tratti i Blonde Redhead.

11 canzoni di puro gusto malinconico ben riuscito, partendo con Him, passando per Spoiler e chiudendo il finale cosmico di May; un disco da assaporare nelle giornate torrenziali, dove i respiri condensano i vetri e dove gli attimi della nostra vita, possono fermarsi, ancora, per sempre.

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